Spotify contro Apple: “Ci ostacola sull’app store per favorire il suo servizio musicale”

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News del 04 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Apple gestisce a suo piacimento le regole dell’app store per iOS per ostacolare i concorrenti dei suoi servizi. L’accusa, decisamente grave dal punto di vista della libertà di mercato, arriva da Spotify, che in una lettera inviata agli avvocati della casa di Cupertino la accusa apertamente di voler danneggiare il principale concorrente al suo servizio Apple Music impedendo di fatto la pubblicazione degli aggiornamenti dell’app Spotify.

Nella lettera, firmata dal manager di Spotify Horacio Gutierrez e i cui dettagli sono stati resi noti online, si afferma che Apple utilizza il processo di approvazione delle app da pubblicare nello store come un’arma per ostacolare i concorrenti. In particolare, i responsabili del servizio di streaming musicale puntano il dito sul rifiuto, da parte di Apple, di pubblicare l’aggiornamento della loro app se Spotify non accetta il sistema di pagamento unilateralmente stabilito dalla casa di Cupertino.

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Come noto, Apple trattiene fino al 30% dei ricavi generati dalle app pubblicate sul suo app store, che per inciso rappresenta l’unica strada per poter distribuire applicazioni per iPhone e iPad. In una recente discussione sulla posizione dominante su internet di Apple, Amazon e Google, il responsabile della comunicazione globale di Spotify, Jonathan Prince, aveva già sottolineato che la società di Tim Cook sfrutta il suo controllo di iOS per frenare la competizione nel mercato dello streaming musicale, determinando l’aumento dei prezzi delle app concorrenti, impedendo ai competitor di comunicare eventuali offerte speciali e, in generale, dando priorità ai propri servizi in qualunque parte del sistema operativo, dalla schermata di blocco a Siri.

Gli avvocati di Apple ovviamente rigettano ogni accusa, sottolineando che le regole dell’app store sono le stesse per tutti i publisher che intendono rendere disponibili le loro app per iOS e insinuando anzi che sarebbe Spotify, ora, a reclamare un trattamento di favore. Vedremo se la vicenda approderà in tribunale e soprattutto se, dopo Google, sarà Apple il prossimo colosso tecnologico a finire nel mirino delle autorità antitrust americane ed europee per le sue (vere o presunte) pratiche anticoncorrenziali su iOS.

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