Spedisce una e-mail ad amica e il suo datore di lavoro la licenzia!

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Articolo del 15 Aprile 05 Autore: Andrea Lisi - 21686 letture
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3 - Commento/i sul Forum

Spedisce una e-mail ad un´amica e il suo datore di lavoro la licenzia! Dagli Stati Uniti un esempio orwelliano di videosorveglianza globale.



Avv. Andrea Lisi (www.scint.it)



NEW YORK - Segretaria manda una e-mail ad un´amica. La missiva viene letta dal suo superiore che la caccia su due piedi - così si legge in un articolo di Alessandra Farkas apparso sul sito www.corriere.it!   



Il mio capo è un idiota. Si è comportato in modo arrogante tutta la settimana”: bastano queste parole negli Stati Uniti per giustificare un licenziamento, dopo la normale lettura delle e-mail personali di una lavoratrice da parte del suo datore di lavoro; lettura autorizzata da una legislazione molto più permissiva in tema di trattamento dati personali (e giustificata dalle più importanti e pressanti esigenze di lotta al terrorismo). 



Negli Stati Uniti il controllo globale esiste... ma in Italia un datore di lavoro può licenziare un suo dipendente perchè ha inviato una e-mail "poco corretta" ad un amico? Un licenziamento potrebbe trovare una sua possibile giustificazione nella violazione dell´obbligo di fedeltà contenuto dell´art. 2105 cod. civ., ma ciò che  dovrebbe fare più discutere è certamente la possibilità del datore di lavoro di leggere il contenuto della corrispondenza telematica privata di un proprio dipendente...



Nel nostro ordinamento la  violazione della riservatezza di una e-mail corrisponde sostanzialmente alla violazione della corrispondenza, in generale, come contenuta nella Carta costituzionale all´art. 15 (la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili). Inoltre, la riservatezza della corrispondenza è tutelata anche dal codice penale, nel quale, all´art. 616 c.p., si è operata una parificazione tra corrispondenza "epistolare, telegrafica o telefonica, informatica o telematica" (Sezione V - Dei delitti contro la inviolabilità dei segreti - art. 616 c.p. Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza - Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prender cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto nonè preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro. Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni. Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per «corrispondenza» s´intende quella epistolare, telegrafica o telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza).



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