Se non proteggi i dati dei tuoi utenti puoi essere arrestato

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News del 30 Marzo 15 Autore: Pinter
Se non proteggi i dati dei tuoi utenti puoi essere arrestato
Le società che non adottano misure di sicurezza sono punibili con multe da 10mila ai 50mila euro e con l’arresto sino a due anni. Chi propone software gestionali è obbligato ad includere soluzioni per l’integrità dei dati.

Nel solo secondo semestre 2014 il Garante della Privacy ha rilasciato sanzioni ad aziende pubbliche e private che hanno fruttato all’erario circa 5 milioni di euro, frutto di 385 ispezioni condotte in team con le unità speciali della Guardia di Finanza – Nucleo speciale Privacy. Oltre alle sanzioni già verbalizzate, altre 577 sanzioni amministrative sono fase di definizione, mentre sono state fatte 39 segnalazioni all’autorità giudiziaria, che qualora vadano in giudicato potrebbero tramutarsi in pene detentive fino a un massimo di due anni di carcere, come previsto dall’articolo 169 del Decreto Legislativo 196/2003 (cosiddetto Codice in materia di protezione dati personali) che recita testualmente “Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime previste dall’articolo 33 è punito con l’arresto sino a due anni o con l’ammenda da diecimila euro a cinquantamila euro”.

A fronte del vertiginoso incremento dei casi di furto di dati o di danni all’integrità degli stessi perpetrati con i più svariati malware, il Garante della Privacy sta battendo a tappeto le aziende che detengono informazioni sensibili, per verificare che i sistemi informativi in uso siano in grado di sostenere qualsiasi tipo di evento di cyber-crime. Le aziende che non proteggono in maniera adeguata i dati sensibili dei propri collaboratori e dei propri clienti da attacchi informatici rischiano di passare dei seri guai: oltre al costo vivo del ripristino dei sistemi, parliamo di multe salatissime, e addirittura del rischio di arresto, laddove basterebbero davvero pochi ma importanti accorgimenti per tutelarsi.

Sono ormai numerosi gli studi commissionati da noti brand della sicurezza informatica e divulgati dai più diversi istituti di ricerca statunitensi in merito al costo del cyber-crime”, afferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, “eppure, nonostante il chiasso con cui tali informazioni vengono distribuite sia quasi al limite del terrorismo psicologico, le aziende non mostrano preoccupazioni né rispetto al danno reputazionale associato al furto di dati, né rispetto al danno economico cagionato da un’eventuale indisponibilità dei sistemi a fronte di un cyber-attacco, né, men che meno, rispetto alle misure del Garante”.
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Categoria: Sicurezza

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