Roaming sì, no, forse: la figuraccia europea sulle tariffe telefoniche all’estero

Naviga SWZ: Home Page » Mobile
News del 12 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
La domanda è più che mai legittima: il roaming nella telefonia mobile nell´Unione europea scomparirà, oppure sarà abolito solo per alcuni giorni all´anno? La risposta è ancora confusa e per il momento l´unica certezza è la figuraccia rimediata in materia dalle istituzioni di Bruxelles. L´ultimo intervento sull´argomento è stato quello del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che di fatto ha sconfessato l´operato dello stesso esecutivo comunitario che, solo lunedì scorso, aveva proposto di consentire alle società telefoniche di limitare a 90 giorni all´anno il regime di roaming a costi aggiuntivi zero all´interno dei Paesi dell´Unione.

La clamorosa marcia indietro è arrivata dopo le forti critiche sollevate negli ultimi giorni dall´opinione pubblica e da diverse forze politiche dell´Europarlamento.
Secondo la proposta, i costi aggiuntivi avrebbero potuto essere imposti al 31esimo giorno di permanenza all´estero, costringendo l´utente a tornare in patria per poter usufruire ancora per ulteriori trenta giorni dell´abolizione del roaming, e questo per non più di altre due volte. Le tariffe che le compagnie telefoniche avrebbero potuto applicare una volta superati questi limiti sarebbero state comunque limitate a un massimo di 4 centesimi di euro al minuto per le chiamate, un centesimo per gli sms e 0,85 centesimi per megabit di dati scaricati. Ma questa limitazione a 90 giorni all´anno dell´abolizione del roaming (salvo per i lavoratori transfrontalieri, per cui era prevista un´eccezione) aveva sollevato le ire degli utenti, dopo che la Commissione europea aveva promesso in precedenza la pura e semplice abolizione del roaming a partire dal giugno 2017: il sistema proposto lunedì scorso - e ora ritirato - lo avrebbe infatti lasciato in vigore per almeno 275 giorni all´anno, sia pure a costi ridotti.

Roaming sì, no, forse: la figuraccia europea sulle tariffe telefoniche all’estero - immagine 1

La Commissione si era impegnata a proporre, con delle "misure di esecuzione" successive all´adozione della direttiva, un sistema che impedisse abusi temuti dalle compagnie telefoniche: la possibilità, cioè, che un utente, residente in modo pressoché permanente in uno Stato membro, utilizzasse un abbonamento fatto all´estero, in un Paese con tariffe meno care rispetto al proprio. Tuttavia le misure proposte lunedì sono sembrate eccessive rispetto all´obiettivo di evitare questo tipo di abusi, tanto che per molti si trattava di una concessione alle pressioni degli operatori di telecomunicazioni per mantenere il più possibile le tariffe aggiuntive per l´utilizzo all´estero.

Con l´intervento di Juncker, la Commissione si è impegnata ora a presentare una "proposta migliorata" rispetto alla bozza di lunedì, che comunque non era ancora stata ancora sottoposta all´approvazione tecnica degli Stati membri: i limiti temporali all´abolizione dei costi del roaming potrebbero essere sostanzialmente ridotti, oppure potrebbe essere messo a punto un sistema diverso per evitare gli abusi. Il Presidente della Commissione potrebbe dare indicazioni più chiare sul nuovo progetto durante il discorso sullo stato dell´Unione, che terrà di fronte alla plenaria del Parlamento europeo il 14 settembre prossimo a Strasburgo. L´approvazione finale da parte della Commissione resta comunque fissata per metà dicembre.

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

NOTIZIE CORRELATE