Rinunciare alla privacy in cambio di benefici personali?

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News del 21 Marzo 15 Autore: Pinter
Rinunciare alla privacy in cambio di benefici personali?
Disponibili i dati della nuova ricerca Microsoft “Digital Trends 2015″ – condotta in 13 Paesi di tutto il mondo, Italia inclusa – che rivela i cambiamenti più significativi nel rapporto tra i consumatori e la tecnologia.

Microsoft ha reso disponibile i dati della nuova ricerca Digital Trends 2015 – condotta in 13 Paesi di tutto il mondo, compresa l’Italia – che rivela i cambiamenti più significativi nel rapporto tra i consumatori e la tecnologia. Dall’indagine emerge come gli utenti a livello globale gestiscano la propria identità online in maniera sempre più focalizzata sulle loro aree di interesse, controllando di conseguenza le interazioni online con i brand che meglio rispecchiano le proprie passioni. Oltre tre quarti degli intervistati (78%) è consapevole dell’importanza che i brand gli attribuiscono come “consumatore online” e ai dati che derivano dalla loro presenza digitale. Più della metà degli intervistati (61%) è inoltre favorevole alla condivisione di informazioni riservate, a condizione che si verifichi uno scambio trasparente con i brand da cui possano trarre un beneficio personale.

Dalla ricerca emerge anche il forte desiderio delle persone di apprendere dagli strumenti digitali maggiori informazioni su sé stessi: più del 74% dei consumatori a livello globale risulta interessato alla tecnologia indossabile. Tuttavia, la mole sempre crescente di informazioni a cui si è quotidianamente esposti spinge le persone verso la ricerca di esperienze e servizi che li supportino per semplificare la gestione dei dati online (l’80%).

Rispetto ai trend emersi dal report Microsoft Digital Trends 2015, gli italiani si ritagliano un ruolo da protagonisti, con risultati spesso superiori alla media dei Paesi europei coinvolti nell’indagine e a volte anche oltre la media globale.

Ad esempio, nell’ambito della capacità di gestione delle informazioni personali online, i consumatori del Bel Paese sono fortemente convinti di sapere come rimuovere dalla rete informazioni indesiderate postate erroneamente (47%): la percentuale più alta in Europa e superiore anche alla media globale (40%). Inoltre, ben il 64% degli italiani desidera poter scegliere per quanto tempo mantenere online le informazioni condivise, contro il 57% della media globale e il 59% della media europea.

Quello dell’Internet of Things è un altro ambito dove spicca la “voce” degli italiani: il loro livello di utilizzo di dispositivi e applicazioni per tracciare, scaricare e analizzare i dati è il più alto in Europa (41%), a fronte di una media dell’area pari al 23% e in contrapposizione alla Svezia (solo 14%). Allo stesso modo, gli italiani più degli altri cittadini europei non sanno concretamente come impiegare i dati rilevati (29,1% contro 28,3%). Inoltre, il 74,8% degli italiani vorrebbe oggetti legati alla quotidianità capaci di tracciare i dati (come macchine e case smart), a fronte di una media europea del 54% e globale del 60%.
3 al 48% di oggi).
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Categoria: Sicurezza

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