Rimosso il modulo “Ok Google” da Chromium

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News del 25 Giugno 15 Autore: Pinter
Rimosso il modulo “Ok Google” da Chromium
Rimosso il modulo “Ok Google” da Chromium, il browser open source a partire dal quale è stato creato anche Chrome.

Chromium non sarà più distribuito con il modulo “OK Google” di serie. Questa opzione consente in Chrome di utilizzare i comandi vocali per, ad esempio, eseguire ricerche, ricevere indicazioni stradali e creare promemoria (basta, ad esempio, pronunciare “Che tempo fa domani?” per sapere se è prevista pioggia). Non appena si va su Google.com o si apre una nuova scheda, l’opzione (disabilitata per default e che è possibile attivare dalle Preferenze di Chrome) mette in ascolto il computer, un’opzione che era presente anche in Chromium (il brwoser open source a partire dal quale è creato anche Chrome), ma che è stata disattivata dopo una polemica nata sul servizio per il tracking dei bug di Debian.

Il problema riguarda il componente “Chrome Hotword Shared Module”; questo viene scaricato alla prima esecuzione di Chromium ma Google ha specificato che non è ad ogni modo attivato di default. Il modulo non è ad ogni modo open source e del file binario in questione non è disponibile il codice sorgente. 

Il caso è esploso la settimana scorsa, e riguarda il download silenzioso - e apparentemente impossibile da disabilitare - del componente Chrome Hotword Shared Module su Chromium 43: il componente è connesso alla funzionalità per il controllo vocale del browser inizialmente presente su Chrome per Android è ora disponibile anche su desktop, innescata dalle parole chiave "Ok Google".

Google ha spiegato che il modulo in oggetto viene sì scaricato alla prima esecuzione di Chromium ma non è attivato fino all´abilitazione della specifica funzionalità; il modulo non è open source e quindi insieme al file binario non viene distribuito il codice sorgente, dice ancora Mountain View, mentre l´avvio e lo stop del componente è controllato dal codice FOSS presente su Chromium.
Click hereIl controllo vocale è un servizio proprietario di Chrome, ha tagliato corto la corporation, tutto il resto riguarda le policy decise da chi ha integrato Chromium - la base open source di Chrome - sul sistema operativo e su Debian Linux in questo caso.

Nonostante le rassicurazioni di Google, il fondatore del Partito Pirata svedese Rick Falkvinge accusa il colosso delle ricerche di Mountain View di avere integrato un sistema di ascolto delle conversazioni senza chiedere preventivamente permesso all’utente. Google ha ora ad ogni modo  deciso di rimuovere completamente il componente in questione da Chromium.
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Categoria: Sicurezza

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