Ransomware, quasi la metà degli utenti paga il riscatto: i loro dati valgono di più

Naviga SWZ: Home Page » News
News del 07 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Il boom dei ransomware che criptano i dati sui dispositivi colpiti si sta rivelando un ottimo affare per i cybercriminali che li diffondono: secondo le statistiche, almeno il 40% delle vittime paga infatti gli hacker per ripristinare l’accesso ai file. Un comportamentto che non sorprende, se si considera che – stando ai risultati di un’indagine condotta da Kaspersky Lab e B2B International - il riscatto medio richiesto è di 300 dollari (269 euro), meno della metà di quanto gli utenti dichiarano che sarebbe necessario per ripristinare i dati sui loro dispositivi, ovvero in media 682 dollari (612 euro). Addirittura, per il 39% degli intervistati, questa cifra supera i mille dollari (897 euro).

Lo studio, effettuato nell’ambito di un progetto di ricerca annuale che analizza il comportamento degli utenti su internet, rileva che nove utenti su dieci archiviano sui propri dispositivi informazioni personali importanti come foto, video, messaggi, contatti e così via, e ammettono che, in caso venissero persi, non sarebbero in grado di recuperare il 15% di questi file. In particolare, secondo gli intervistati, la cosa più difficile sarebbe ripristinare i messaggi privati (il 36% crede che, se accadesse qualcosa al dispositivo, sarebbero persi per sempre) e le foto (27%).

Ransomware, quasi la metà degli utenti paga il riscatto: i loro dati valgono di più - immagine 1

Eppure, nonostante gli utenti attribuiscano un valore elevato ai file sui loro dispositivi, non tutti prendono le adeguate precauzioni per evitare il rischio di dover pagare centinaia di dollari (o di euro) per ripristinare i dati: ben 9 intervistati su 10 hanno installato una protezione sui computer Windows e solo 6 su 10 sui Mac, evidentemente ancora influenzati dal (falso) mito che questi ultimi siano immuni da virus e attacchi informatici, mentre quasi un quarto degli utenti (il 23%) non fa il backup neanche dei file più importanti.

“È curioso che nonostante le persone attribuiscano un tale valore ai loro dati e comprendano l’impossibilità di recuperarli, facciano così poco per proteggerli, preferendo affrontare i problemi quando si presentano. Tuttavia, in caso di criptaggio, anche pagare il riscatto non garantisce la restituzione dei dati al proprietario”, commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. “Inoltre, sfortunatamente, i ransomware non sono l’unica minaccia a mettere in pericolo i dati personali. Ad esempio, i dati potrebbero venire persi o rubati insieme al dispositivo. Questo significa che un comportamento poco attento potrebbe portare a subire un’esperienza traumatica e una consistente perdita finanziaria”.

La società sottolinea che le sue soluzioni sono in grado di contrastare tutti i tipi di ransomware, bloccandoli nella maggior parte dei casi appena cercano di introdursi nel dispositivo. Inoltre, anche nel caso in cui un malware riuscisse a penetrare nel sistema, la tecnologia System Watcher è in grado di bloccare e annullare i cambiamenti nocivi applicati a un dispositivo, come il criptaggio dei file o il blocco dell’accesso al monitor. Il pacchetto Kaspersky Total Security prevede inoltre il backup per i dispositivi Windows, creando copie dei file importanti così da poterli ripristinare nel caso di eventuali incidenti.
Inserisci un commento sul forum Commenta la News sul Forum

Voto:

Categoria: Sicurezza

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

NOTIZIE CORRELATE