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Progetto Palladium

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News del 09 Luglio 02 Autore: Casper
Progetto Palladium
9 Luglio, anno del Signore 2005. Appena arrivati in ufficio, accendete il vostro PC accolti dal rassicurante jingle di Microsoft Windows XL. Il sistema si connette in background alla rete mondiale, visualizza i titoli e un sommario video delle principali notizie di vostro interesse, segnala alcune email di particolare rilevanza, aggiorna lo stato del vostro portafoglio titoli e vi informa che per le 15:30 avete un importante appuntamento in teleconferenza con il commercialista. C'è un messaggio audiovisivo di vostra figlia dall'Inghilterra e una segnalazione di intervento necessario per il condizionatore dell'aria: il sistema ha prenotato un tecnico e provvederà a pagarlo, addebitando il costo sul vostro conto aziendale. Niente di importante: una qualsiasi mattinata estiva, in una città qualunque su un pianeta interconnesso. La vostra giornata comincia fra le braccia di mamma Microsoft e prosegue in quelle di Streaming Corporation, che cullerà il vostro lavoro con la musica che preferite in sottofondo, pagata in abbonamento. Prima che possiate accorgervene ci saranno un paio di tentativi di intrusione sulla rete wireless locale e l'ultima odiosa infezione virale farà capolino sul vostro monitor, rilevata e stroncata senza che dobbiate muovere un dito. L'intero sistema si basa infatti sullo standard Palladium: una piattaforma di gestione sicura e affidabile dei diritti digitali impedisce il funzionamento di qualsiasi applicazione non autorizzata, proteggendo le vostre informazioni e il vostro lavoro da qualsiasi exploit conosciuto e sconosciuto. La voce gentile della vostra workstation vi informerà che il network ha intercettato ed eliminato i problemi, prima che questi possano interferire con le vostre attività quotidiane.9 Luglio, anno 2002. Microsoft Corporation ha messo al lavoro i propri esperti per studiare la fattibilità di un vasto progetto denominato Palladium, che si basa su un modello di protezione integrato hardware-software. I produttori di hardware e i provider di contenuti sono entusiasti, e vedremo il perchè. Su una macchina Palladium, costantemente monitorata da chip dedicati, potranno funzionare esclusivamente contenuti certificati, forniti da provider che aderiscono alla nuova piattaforma. Il sistema è la panacea per tutti i problemi di sicurezza: le periferiche hardware comunicheranno fra loro attraverso canali crittografati, in un equilibrio bilanciato con il software. Niente più virus, niente più intrusioni. Potrete ascoltare la vostra musica legale, guardare e riguardare i vostri video regolarmente acquistati o noleggiati in Rete, eseguire gli applicativi per i quali pagate un canone mensile e che si aggiorneranno automaticamente attraverso la connessione alla rete globale. L'idea vi ispira simpatia? E' il caso di lasciarsi entusiasmare dalla prospettiva? Riflettiamo insieme su alcune delle probabili conseguenze. Il vostro freeware preferito non è certificato. Non potrete usarlo: sarà necessario acquistare software commerciale che abbia ottenuto una regolare certificazione Palladium da Microsoft. Dovrete acquistare solo periferiche certificate, altrimenti il sistema non sarà in grado di funzionare. Se preferite Linux o un qualsiasi altro sistema operativo distribuito in base a licenze open source dovrete rinunciarvi, perchè difficilmente la comunità di sviluppo open source si adeguerà al nuovo standard, e qualora Palladium dovesse prendere piede non ci saranno macchine in grado di supportarli. Nel caso si adeguassero, "qualcuno" potrebbe negargli la certificazione e sarebbero comunque fuori gioco.La vostra collezione di musica faticosamente scaricata dalla Rete diventerà spazzatura: i media players la rifiuteranno, perchè illegale e dunque priva di certificazione. Se tenterete di usare un media player meno schizzinoso, sarà lui a non funzionare, perchè le major dell'entertainment gli negheranno l'autorizzazione. L'accesso a siti web costruiti e funzionanti su macchine estranee allo standard Palladium sarà impossibile, perchè il vostro computer rifiuterà di connettersi, trattandosi di contenuti potenzialmente non sicuri. E via di questo passo.I nuovi sistemi operativi prodotti da Microsoft introdurranno una innovativa (si fa per dire) modalità di gestione delle informazioni, sintetizzabile in qualcosa di simile a un database unico tramite il quale sarà sempre possibile trovare tutto, ovunque voi siate. Si tratta di una riedizione in locale della famigerata piattaforma di gestione delle informazioni personali, messa in cantiere qualche tempo fa e immediatamente stroncata dalla levata di scudi degli utenti e delle aziende concorrenti. Immaginate il vostro sicurissimo sistema Palladium che fallisce per un motivo qualsiasi ed espone l'intera massa degli affari vostri al cracker di turno, tutta insieme e senza limiti. Immaginate cosa accadrebbe se la questione dei diritti di accesso non fosse precisata fin nei minimi dettagli e qualcuno dei vostri provider avesse accesso a informazioni riservate, a scopo di profilazione pubblicitaria. Sapranno chi siamo, cosa facciamo, cosa compriamo, cosa ci piace, con chi andiamo a letto e a che ora, quanto e cosa mangiamo, dove andiamo e quanto possiamo spendere. Ovvero, quanto e come potranno spremerci. Se oggi tutte queste informazioni sono polverizzate in database differenziati, e farli convergere in un profilo individuale è estremamente complesso, per il futuro si delineano prospettive radicalmente diverse. Non sarà il Grande Fratello: sarà anche la Madre, il Padre, la Zia e la Nonna.Comprendete il rischio potenziale di questo progetto? La nostra civiltà si sta progressivamente spostando verso l'enfatizzazione dei contenuti rispetto alla proprietà di beni materiali; la ricchezza non è più costituita dal possesso, bensì dalla possibilità di fruire dei contenuti. La cultura diventa bene commerciabile, e una piattaforma di certificazione dei contenuti che escluda tutto ciò che non ha l'imprimatur di questa o quell'altra autorità commerciale implica un gravissimo rischio. Non saremo più liberi di accedere alle risorse come e quando lo desideriamo, perchè Palladium impedirà l'accesso a tutto ciò che non è ritenuto sicuro, ovvero a qualunque flusso di dati privo di autorizzazione. E indovinate chi avrà questo potere di autorizzare, approvare e certificare?Dopo anni di faticosa decentralizzazione e distribuzione delle risorse, pochi e onnipotenti trust commerciali stanno lavorando intensamente affinchè i contenuti digitali siano nuovamente accentrati, classificati, regolamentati e certificati. Il rischio insito in questa colossale involuzione è enorme e potrebbe tradursi nel controllo centralizzato della cultura stessa. Ciò che non ha un bollino non sarà accessibile, e ciò che sarà accessibile dovrà essere pagato, in un eterno juke-box in cui all'utente non resterà altro che inserire la proverbiale moneta nella fessura, pena l'interruzione del flusso di informazioni e l'esclusione dal mondo. Nella peggiore delle ipotesi, Palladium ha le potenzialità per consegnare la nostra vita, il nostro lavoro e la nostra stessa libertà in mano alle corporazioni, nel più gigantesco e terrificante processo di concentrazione che la storia ricordi. Qualsiasi film possiate aver visto, la realtà sarà oltre ogni immaginazione. Qualunque eventuale aspetto positivo questo progetto possa avere, deve necessariamente passare in secondo piano: è di vitale importanza che i nostri fornitori di hardware e software sappiano che non acquisteremo periferiche, applicativi o contenuti se integrati o compatibili con Palladium. Microsoft deve sapere che distruggeremo la nostra copia di Windows e traslocheremo baracca e burattini su sistemi operativi open source nel caso questo mostruoso guardiano digitale fosse adottato su larga scala. Le corporazioni commerciali devono sapere che non acquisteremo compact disc protetti da meccanismi che impediscono la copia, video codificati visibili solo se siamo alti, biondi e con gli occhi azzurri, software limitati et similia. Palladium deve essere stroncato prima che nasca.Siamo davanti al più grave attentato alla libertà individuale che la storia della civiltà moderna abbia mai affrontato. Nessuno pensi di potersi nascondere dietro un dito: non deve passare e non passerà, purchè ciascuno faccia la propria parte. Noi stessi cominciamo con questo editoriale e seguiteremo a vigilare.Stefano Nurchi
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Categoria: Windows

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