Primi test, positivi, di stampanti 3D che riproducono organi umani

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News del 16 Marzo 16 Autore: Pinter
Tessuti, muscoli, cartilagini e altri pezzi di ricambio per il corpo umano, da stampare in 3D e impiantare in quattro e quattr’otto. È la sfida dei ricercatori della Wake Forest University, in North Carolina, che, come raccontano sulle pagine di Nature Biotechnology, hanno messo a punto una stampante 3D in grado di creare organi, tessuti e ossa che potrebbero, almeno teoricamente, essere inseriti in un corpo umano, sostituendo i loro equivalenti biologici.

Arriva dunque, direttamente dagli USA l´annuncio, da parte del team guidato dal professore Anthony Atala, che dopo 10 anni di lavoro, è riuscito a creare una stampante 3D in grado di realizzare vere e proprie parti del corpo umano da impiantate negli esseri umani che, a causa di incidenti o malattie, hanno perso parti del proprio corpo.

I ricercatori hanno dimostrato che l’ITOP funziona realizzando un osso cranico, una cartilagine (un frammento osseo di mascella, un orecchio di bambino),  un muscolo e dicono che «lo sviluppo futuro della ITOP è rivolto alla produzione di tessuti per applicazioni umane e alla costruzione di tessuti più complessi e organi solidi».

Il team statunitense ha sviluppato una nuova tecnica che stampa in 3D un tessuto crivellato di micro-canali, un po’ come una spugna, consentendo così alle sostanze nutrienti di penetrare nel tessuto e sostiene che «La tecnica permette di creare tessuti strutturalmente stabili e dalle dimensioni adatte: ora dobbiamo perfezionarla ulteriormente, anche per poter usare una più ampia varietà di cellule». .

L’ITOP è formato da una plastica biodegradabile che fornisce la struttura e da  idrogel che contiene le cellule e le incoraggia a crescere. Quando le strutture sono state impiantate negli animali, la bioplastica si è dissolta ed è stata sostituita da una “matrice” naturale strutturale di proteine ​​prodotte dalle cellule. Intanto nell’impianto crescevano vasi sanguigni e nervi.

Primi test, positivi, di stampanti 3D che riproducono organi umani - immagine 1

La stampante consente addirittura di predisporre, negli oggetti prodotti, gli alloggiamenti per i vasi sanguigni che nutriranno organi, tessuti e muscoli una volta impiantati nell’organismo. Stando a quanto dicono gli inventori della stampante, i tessuti prodotti non hanno mostrato alcun segno di necrosi.

I primi test sono stati effettuati, con successo, stampando un muscolo, un orecchio e un tessuto, sotto la pelle di alcuni topi, e a distanza di mesi dall´operazione, i risultati hanno mostrato come le componenti siano riuscite ad integrarsi completamente con l´organismo dei roditori, arrivando persino a creare nervi e vasi sanguigni.

Martin Birchall, un chirurgo dell’University College di Londra, ha detto alla BBC che i risultati sono sorprendenti: «La prospettiva di stampa di tessuti e organi umani per l’impianto è realistica entro un certo tempo, ma confesso che non mi aspettavo di vedere progressi così rapidi. Sono riusciti a creare quello che sembra essere la gallina  dalle  uova d’oro!» Ma pur aggiungendo che occorre fare ancora molta ricerca prima che la stampante possa essere utilizzato per pazienti umani, ha concluso: «Data la portata di questa svolta, il progresso in altri campi, le risorse disponibili per i ricercatori della Wake Forest e gli imperativi per la salute umana, io credo che ci vorrà meno di un decennio prima che i chirurghi possano sperimentazione organi e tessuti stampati su misura. Non vedo l’ora!»

Insomma, nonostante i risultati iniziali siano stati positivi, i ricercatori hanno confermato che ancora sarà necessario migliorare ulteriormente questa tecnologia e dovranno probabilmente trascorrere ancora degli anni prima che organi e tessuti stampati in 3D possano essere utilizzati in operazioni reali.

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