Ora con Airbnb puoi evitare le cattive compagnie

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News del 20 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Se il tuo terrore, quando usi Airbnb per i tuoi viaggi, è ritrovarti a passare le serate con un tifoso sfegatato della squadra che più detesti o con un accanito fumatore di sigari cubani, sarai contento di sapere che il servizio si aggiorna per offrire ai suoi utenti soluzioni sempre più personalizzate. L’ultimo aggiornamento dell’app della startup di San Francisco introduce infatti nuove funzionalità per far sì che i viaggiatori possano trovare sistemazioni il più possibile in linea con le loro necessità e le loro preferenze.

Così, se ad esempio si cerca un posto in condivisione, il servizio aiuta l’utente a trovare i vicini che dovrebbero avere gusti e stili di vita vicini ai suoi. “La prima ragione per cui le persone scelgono di viaggiare con Airbnb è data dal fatto che vogliono vivere come un cittadino del luogo”, spiega Brian Chesky, cofondatore e CEO della società; “I nostri host offrono molto più di una generica ospitalità: accolgono i viaggiatori di tutto il mondo nelle loro comunità”.

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Attualmente il servizio offre sistemazioni in 34mila città di 191 Paesi ed è ormai diventata un’alternativa al classico soggiorno in hotel: il nuovo aggiornamento dell’app per Android e iOS dovrebbe consentire di vivere esperienze di viaggio ancora più coinvolgenti, grazie all’analisi dei desideri e delle aspettative degli utenti. Così, al momento della ricerca di un posto letto o di un alloggio, l’utente viene ora invitato a selezionare una serie di filtri specifici che consentono di determinare le sue preferenze. Questo consentirà all’app di apprendere nel tempo i suoi gusti e i suoi bisogni, così da poter offrire in futuro suggerimenti personalizzati sul piano della tipologia di soggiorno, della fascia di prezzo e dei servizi offerti, senza la necessità che l’utente debba più impostare manualmente questi parametri.

Questo dovrebbe facilitare la ricerca all’interno dell’imponente portafoglio di alloggi di Airbnb, che talvolta finisce per disorientare alcuni utenti, soprattutto quelli che si avvicinano per la prima volta al servizio; inoltre dovrebbe ridurre il rischio di “brutte sorprese” relative alle persone con cui ci si ritrova a condividere la propria esperienza, evitando di affidare totalmente al caso la ricerca dei propri “vicini di stanza”.

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