OpenOffice verso la chiusura, snobbato dalla comunità degli sviluppatori

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News del 06 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
Il progetto Open Office potrebbe chiudere i battenti. Lo ha comunicato lo stesso Apache OpenOffice, il gruppo che si occupa dello sviluppo della suite open source, una delle più popolari alternative gratuite al più completo (ma a pagamento) Microsoft Office. In una mail, il vicepresidente di Apache OpenOffice Dennis Hamilton, esprime preoccupazioni sulla possibilità di sviluppare software sicuri e propone un piano per la sua dismissione, aggiungendo di ritenere che non vi sia il supporto da parte di sviluppatori capaci, in grado di sostenere il lavoro della mezza dozzina di volontari che porta attualmente avanti il progetto.

Nato da una costola di Lotus Symphony, una suite da ufficio che, una ventina di anni fa, rivaleggiava sul mercato con quella di Microsoft, OpenOffice si impose a metà degli anni 2000 come una delle più valide alternative proprio al pacchetto Office della casa di Redmond, rispetto alla quale presentava il vantaggio di essere sviluppata sulla base di un progetto open source e di essere quindi distribuita gratuitamente. All’epoca, il progetto era supportato economicamente da colossi dell’informatica come Sun Microsystems e IBM. Ma il contributo di Sun è cessato nel 2011, a seguito dell’acquisizione della società da parte di Oracle, mentre nel 2014 è venuto meno anche il sostegno di IBM: entrambi i gruppi hanno concesso i cadici e i marchi alla Apache Software Foundation, che ha continuato a sviluppare il progetto fra crescenti difficoltà.

OpenOffice verso la chiusura, snobbato dalla comunità degli sviluppatori - immagine 1

Lo scorso luglio venne rivelata l´esistenza di un bug che affliggeva la versione 4.1.2 di OpenOffice e che avrebbe potuto consentire a eventuali cybercriminali di eseguire del codice da remoto: la patch è arrivata solo il 30 agosto, nel frattempo Apache OpenOffice non ha potuto fare altro che raccomandare agli utenti di rivolgersi ad alternative come LibreOffice o lo stesso Microsoft Office. La fondazione era a conoscenza del bug sin dall’uscita di OpenOffice 4.1.2, lo scorso ottobre, ma sperava di includere il “fix” in una nuova versione da rilasciare in tempi brevi. La mancanza di supporto da parte della comunità di sviluppatori ha però ritardato l’uscita di OpenOffice 4.1.3, che arriverà soltanto il prossimo ottobre. E potrebbe essere l’ultima release.

Il piano ipotizzato da Hamilton prevede la salvaguardia del codice di OpenOffice, sospendendo però ogni ulteriore sviluppo, oltre alla chiusura degli account Facebook e Twitter e delle mailing list. Da tempo, fra gli stessi sviluppatori, non pochi suggeriscono alla Apache Software Foundation di indirizzare i suoi utenti verso LibreOffice, altra suite open source sviluppata sulla base di un “fork” dello stesso OpenOffice da parte della Document Foundation, grazie al supporto di molti degli sviluppatori che un tempo lavoravano a OpenOffice. Nell’ultimo anno LibreOffice ha ricevuto ben 14 aggiornamenti, contro l’unica nuova versione rilasciata da OpenOffice, appunto, nell’ottobre 2015.

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