Non userai più le password: te lo leggo in faccia

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News del 28 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Stando a un recente studio di McAfee, un utente su tre non protegge l’accesso al suo smartphone con una password o altre tecnologie di sicurezza. Fra quelli che lo hanno fatto c’era uno dei terroristi autori della strage di San Bernardino, cosa che ha costretto l’FBI a ingaggiare una battaglia legale con Apple per ottenere lo sblocco dell’iPhone del criminale, poi ottenuto con l’aiuto di una società esterna. Per quanto possa sembrare incredibile, moltissime persone lasciano tranquillamente i loro dispositivi in balia di chiunque possa rubarli o trovarli in caso di smarrimento.

Eppure qualsiasi smartphone può rivelare segreti, o quantomeno informazioni e documenti personali del suo proprietario: dalle foto dei bambini ai video della fidanzata, dalle conversazioni con gli amici su Whatsapp ai dati di accesso a siti web e social media. E in molti casi può consentire anche l’accesso al suo conto bancario o l’utilizzo della sua carta di credito. Non solo: una ricerca pubblicata nei giorni scorsi da Skycure, società specializzata nella sicurezza dei dispositivi mobili, rivela che il 28% dei medici negli Stati Uniti archivia sullo smartphone i dati dei suoi pazienti e l’80% utilizza il dispositivo come strumento a supporto del proprio lavoro; ma il 14% dei dottori che conservano sul telefono i dati sensibili dei pazienti non utilizza alcuna protezione per lo sblocco del dispositivo.

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E’ vero: digitare una password o un pin ogni qual volta si voglia usare lo smartphone può risultare fastidioso. Per questo motivo molti produttori hanno dotato i loro smartphone, o almeno i modelli più costosi, di lettori di impronte digitali che semplificano lo sblocco da parte delle sole persone autorizzate. E ora nuovi sistemi di riconoscimento biometrico si stanno affacciando sul mercato, primo fra tutti il riconoscimento facciale, lo stesso che Amazon e Mastercard intendono adottare per semplificare le procedure di pagamento online. L’ultima versione di TrueKey, app di Intel per l’archiviazione e la gestione sicura delle proprie password, consente di proteggere l’accesso al proprio smartphone attraverso diversi livelli di riconoscimento biometrico: si può scegliere di sbloccare il dispositivo tramite impronta digitale oppure attraverso il rilevamento del proprio volto, o ancora con una combinazione di entrambe le opzioni. Peccato solo che, se si usa questa app per lo stoccaggio delle proprie password, nel caso se ne vogliano memorizzare più di 15 si dovranno pagare 20 euro all’anno.

Una cifra comunque modesta, se rapportata ai danni che potrebbero derivare da un furto di identità. In ogni caso, se non si vuole ricorrere a questo tipo di protezione, l’impostazione di una password per lo sblocco dello schermo è gratuita e attivabile su qualunque modello di smartphone (e tablet), anche il più economico. Evitando magari di utilizzare combinazioni scontate come “12345” o “qwerty”, le prime che ogni malintenzionato proverebbe nel tentativo di accedere al vostro telefono.
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Categoria: Sicurezza

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