Non solo Nokia: il ritorno degli smartphone “made in Finlandia”

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News del 27 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Entro quest’anno dovremmo rivedere sul mercato uno smartphone con il marchio Nokia, dopo la scadenza del vincolo che, con la cessione a Microsoft della divisione Devices & Services nel 2013, imponeva alla casa finlandese di non utilizzare per tre anni il proprio marchio su un dispositivo mobile. Tuttavia i futuri Nokia di nuova generazione, basati con ogni probabilità sul sistema operativo Android, non saranno prodotti in Finlandia ma in Asia, grazie ad accordi con fabbriche locali in grado di garantire costi di produzione più contenuti. Lo stesso modello adottato ad esempio da Apple per il suo iPhone, assemblato in Cina negli stabilimenti Foxconn.

Tuttavia a Salo, città nel sud della Finlandia, una piccola azienda sta per riavviare la produzione di smartphone dopo la chiusura di quello che in passato fu uno dei principali impianti per la produzione di smartphone Nokia. Quest’ultima non avrà alcun ruolo nella nuova attività, come non lo avrà Microsoft, che chiuse definitivamente nel 2015 la fabbrica di Salo, già drasticamente ridimensionata da Nokia negli anni precedenti, con conseguenti gravi ripercussioni sull’occupazione e sull’economia della zona. Nella città finlandese ha infatti stabilito il suo quartier generale TRI (Turing Robotics Industries), azienda nata in California che ha recentemente deciso di traslocare nel Paese scandinavo per produrre i suoi smartphone “ultrasicuri”.

Non solo Nokia: il ritorno degli smartphone “made in Finlandia” - immagine 1

Il motivo principale che ha convinto i manager di TRI a lasciare gli Stati Uniti per l’Europa del nord risiedono infatti nelle maggiori garanzie che la legge finlandese offre sul piano della protezione della privacy nelle comunicazioni elettroniche, come ha spiegato il CEO e cofondatore dell’azienda Steve Chao. Perché proprio la tutela della privacy degli utenti è il “plus” che caratterizza l’unico modello prodotto attualmente in catalogo, il Turing Phone, attualmente preordinabile sul sito web di TRI, grazie a un sistema decentralizzato di autenticazione end-to-end che dovrebbe garantire un elevatissimo livello di sicurezza.

Certo, TRI (i cui capitali proverrebbero un gruppo di investitori privati di San Francisco, Pechino e Salo) non potrà dare lavoro, almeno per ora, ai 2300 dipendenti che, lo scorso anno, sono stati licenziati da Microsoft con la chiusura dell’ex fabbrica Nokia: Turing sta attualmente selezionando una ventina di persone che comporranno lo staff iniziale, incaricato di avviare la produzione dello smartphone. Produzione che, inizialmente prevista per lo scorso dicembre, dovrebbe finalmente partire a breve: Chao prevede di realizzare a Salo 150mila esemplari del dispositivo entro l’anno. Il Turing Phone, al di là delle caratteristiche di sicurezza, presenta una scocca in liquidmorphium (una lega metallica che, secondo la casa, è più resistete dell’acciaio e del titanio) ed è caratterizzato dalla totale assenza di porte USB e jack per auricolari, per ridurre al minimo i rischi di accessi non autorizzati al dispositivo: per le connessioni a dispositivi esterni è comunque supportato il Bluetooth, mentre per la ricarica i progettisti hanno scelto di ricorrere a un connettore magnetico proprietario.

Non solo Nokia: il ritorno degli smartphone “made in Finlandia” - immagine 2

A fabbraio, TRI ha comunicato la decisione di non utilizzare più Android come sistema operativo bensì Sailfish OS, piattaforma basata su Linux sviluppata da Jolla, altra società finlandese fondata da alcuni ex dipendenti Nokia. Secondo Chao, Saifish offre infatti maggiori garanzie in termini di sicurezza rispetto ad Android. Una scommessa, visti gli interrogativi sul futuro della stessa Jolla, impegnata a fronteggiare una difficile situazione finanziaria.

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