Non siamo multitasking: la memoria digitale può cancellare quella umana

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News del 24 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
La sempre maggiore abitudine a lavorare (ma anche a trascorrere il tempo libero) sui dispositivi digitali ci rende sempre più esposti a un nuovo, preoccupante fenomeno: la “amnesia digitale”. Lo rileva un’indagine commissionata da Kaspersky Lab e condotta da Arlington Research in 13 Paesi, fra cui l´Italia: negli uffici, gli impiegati tendono a sopravvalutare la propria capacità di essere “multitasking”, pensando di poter scrivere al computer e ascoltare attentamente allo stesso tempo. In realtà non è così e finiscono per dimenticare le informazioni affidate a un dispositivo digitale. Quella che i ricercatori definiscono appunto “digital amnesia”. Che, sottolinea il report, ha un impatto significativo sul luogo di lavoro, dal momento che dispositivi potenzialmente pericolosi possono essere gli unici a tenere traccia delle conversazioni.

I numeri? Il 44% degli uomini d’affari ha ammesso che prendere appunti su un dispositivo digitale li porta a perdere importanti indizi di contesto, emozionali o comportamentali, essenziali per una profonda comprensione, mentre il 13% ha confessato di aver perso un appunto digitale e di essersi scoperto assolutamente incapace di ricordare quanto fosse stato detto. Non solo: molti professionisti sono disposti a sacrificare un ascolto attivo pur di prendere appunti velocemente e in tempo reale di quanto detto a un meeting o a una presentazione. Quasi metà degli intervistati (46%) ritiene infatti che l’accuratezza della stesura e dell’archiviazione degli appunti sia più importante delle sfumature della conversazione, mentre due terzi (il 67%) attribuiscono un grande valore al fatto che gli appunti digitali possono essere archiviati e condivisi, il che li rende preferibili rispetto al proprio ricordo della conversazione. Due “valori” tenuti in gran considerazioni in particolare dagli italiani, con il 58% degli intervistati che dà maggiore importanza all’accuratezza degli appunti e il 79% che preferisce le possibilità di archiviazione e condivisione offerte dalle note digitali.

Non siamo multitasking: la memoria digitale può cancellare quella umana - immagine 1

Il maggior rischio di affidare completamente una conversazione alla memoria di un dispositivo digitale sta nel fatto che queste informazioni rischiano di essere perse, rubate o colpite da un cyberattacco, con la conseguenza che gli appunti potrebbero essere persi per sempre.

Ma ci sono anche i lati positivi: “La memoria umana è limitata", spiega Gorkan Ahmetoglu, Lecturer of Business Psychology dello University College London; "Il lato negativo del semplice ascolto e dell’affidamento alla memoria è che trasferire informazioni dalla ‘memoria operativa’ a breve termine alla memoria a lungo termine è difficile e il successo dipende dalla nostra comprensione dell’argomento discusso. Se l’informazione non ci è familiare o non la comprendiamo, annotare il più possibile su un dispositivo digitale significa poterla riutilizzare per riprendere l’argomento e comprenderlo in seguito”.

“Sul posto di lavoro c’è sempre più tolleranza per le persone che hanno bisogno di controllare i dettagli sui propri dispositivi, ma nessuno apprezzerà dover tenere una seconda riunione perché nessuno ricorda cosa sia stato detto", aggiunge Morten Lehn, general manager di Kaspersky Lab Italia; "La digital amnesia al lavoro è un rischio, ma anche un’opportunità: ci ricorda infatti che i dispositivi e le persone lavorano meglio in collaborazione, i primi registrando i fatti, gli altri i sentimenti che danno loro senso. Proteggere tutti i dispositivi usati a supporto della memoria e della comprensione dovrebbe essere quindi una priorità per le aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori”.
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Categoria: Sicurezza

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