No More Ransom, anche la polizia italiana nel progetto europeo anti ransomware

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News del 18 Ottobre 16 Autore: Stefano Fossati
A soli tre mesi dal lancio del progetto No More Ransom, le forze dell’ordine di altri 13 Paesi hanno deciso di collaborare insieme ad aziende private per combattere i ransomware. I nuovi membri comprendono l’Italia nonché Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Colombia, Francia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito.

Per il nostro Paese, in particolare, partecipa all’iniziativa il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ma altre forze dell’ordine e organizzazioni private entreranno nel programma nei prossimi mesi. La loro collaborazione avrà come risultato una maggiore disponibilità di decryption tool gratuiti che possano consentire alle vittime di cyberattacchi di decriptare i propri dispositivi e sbloccare le proprie informazioni, così da per colpire gli hacker sul terreno in cui sono più sensibili: i guadagni.

No More Ransom, anche la polizia italiana nel progetto europeo anti ransomware - immagine 1

Il progetto è supportato da Eurojust e dalla Commissione europea, a dimostrazione della preoccupazione dell’Ue per l’aumento delle minacce ransomware. No More Ransom è stato lanciato il 25 luglio scorso dalla polizia nazionale olandese insieme con Europol, Intel Security e Kaspersky Lab, segnando l’inizio di una collaborazione tra forze dell’ordine e settore privato nel campo della sicurezza informatica. Lo scopo del portale online www.nomoreransome.org è quello di fornire informzaioni utili, grazie alle quali le vittime di attacchi hacker possono sapere cosa sono i ransomware, come funzionano e soprattutto come proteggersi. Nei primi due mesi di attività oltre 2.500 persone sono riuscite a decriptare i propri dati senza dover pagare gli hacker, utilizzando i principali strumenti presenti sulla piattaforma (CoinVault, WildFire e Shade) e privando gli hacker di oltre un milione di dollari di riscatti. Attualmente sul sito sono disponibili cinque decryption tool, destinati ad aumentare in futuro: dal lancio di luglio, sul portale è stato aggiunto il WildFireDecryptor e sono stati aggiornati RannohDecryptor (aggiornato con un decryptor per i ransomware MarsJoke, ovvero Polyglot) e RakhiDecryptor (aggiornato con Chimera).

"Europol è molto attiva nel supportare l’espansione del progetto No More Ransom sia nell’Ue sia a livello internazionale per rispondere agli attacchi ransomware in modo efficiente e secondo gli accordi”, spiega Steven Wilson, head of the European Cybercrime Centre; “Nonostante le crescenti sfide, l’iniziativa ha dimostrato che un approccio coordinato tra le forze dell’ordine europee, che include tutti i partner rilevanti, può portare successi significativi nel combattere questo tipo di crimine, focalizzandosi sulle fondamentali fasi di prevenzione e conoscenza del problema. Sono certo che il portale online continuerà a migliorare nei mesi a venire e vogliamo incoraggiare tutte le forze dell’ordine a unirsi a noi".

"La lotta ai ransomware ottiene maggiori successi quando le autorità e il settore privato collaborano", nota Morten Lehn, general manager Italy di Kaspersky Lab; "I ricercatori possono offrire un’analisi più vasta dei malware e servizi come lo scanning di internet, aiutando a trovare connessioni tra i diversi dati. Questo permette alla polizia di localizzare e sequestrare i server usati per gestire l’attacco. In alcuni casi, anche l’intuizione dei ricercatori può essere utile per rintracciare e arrestare i responsabili. I server sequestrati possono contenere chiavi di decriptazione e, quando vengono condivise con aziende del settore privato, queste chiavi possono diventare decryption tool che aiutano le vittime a sbloccare i propri dati senza pagare un riscatto. Fondamentalmente, condividere le informazioni è la chiave per una collaborazione efficace tra la polizia e i ricercatori in ambito della sicurezza. Più ciò avviene facilmente e velocemente, più la partnership è efficace".
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Categoria: Sicurezza

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