Nima: un dispositivo che rileva la presenza di glutine nei cibi

Naviga SWZ: Home Page » Tech
News del 11 Gennaio 16 Autore: Pinter
Nima è il nome di un ed è un piccolo dispositivo portatile, discreto e facile da usare, che permette di rilevare in pochi minuti la presenza di glutine nella pietanza che si sta per gustare.

La sua funzione è così importante che la rivista Time l’ha inserito tra le 25 migliori invenzioni del 2015. La celiachia è infatti una malattia autoimmune che interessa circa l’1% della popolazione mondiale. In Italia sono 600mila le persone che soffrono di celiachia e che, quindi, non possono mangiare il glutine e devono prestare particolare attenzione alla dieta.

Oggi il mercato offre però un’ampia scelta di prodotti senza glutine e il problema principale per i celiaci sono i rischi di contaminazione. Le ipotesi sono tante: alimenti cotti in pentole che hanno ospitato in precedenza cereali con glutine e non sono state accuratamente lavate; ingestione di piccole quantità di glutine mangiando fuori casa o da amici.

L’idea originaria è di Maria Grazia Esposito, biochimica del Cnr di Napoli ora emigrata in Usa, ed è poi stata sviluppata da 6SensorLabs, startup di San Francisco fondata da un gruppo di studenti del MIT di Boston.

Le persone che soffrono di intolleranze, me inclusa, hanno sempre molta paura riguardo al cibo che stanno per mangiare, soprattutto quando sono fuori casa – ha detto Shireen Yates, ceo e co-fondatrice di 6SensorLabs –. Questa ansia spesso domina le loro vite e limita le loro scelte alimentari, ma anche le loro attività. Nima permette di ridurre lo stress legato a nuovi ingredienti grazie ai dati.

Testare gli alimenti con Nima è facilissimo: basta inserire un piccolo campione di cibo nella capsula per l’analisi chimica, immetterla nel dispositivo e aspettare il risultato che arriva in soli 2 minuti.

Nima: un dispositivo che rileva la presenza di glutine nei cibi - immagine 1

Si tratta del primo sensore di allergeni mai prodotto che, prima di ingerirlo, permette di esaminare il cibo alla ricerca di glutine in modo accurato, discreto e rapido (al momento solo il glutine è rilevabile, ma presto lo saranno anche arachidi, frutta secca e lattosio). 

Nima è in grado di rilevare la presenza di 20ppm (parti per milione) di glutine in un alimento, una quantità corrispondente a 20 mg/Kg. Si tratta di un valore massimo utilizzato come riferimento dalla maggior parte degli organismi certificatori per etichettare un alimento come privo di glutine o “gluten free”. Per correttezza va detto che l’assunzione di ridotte quantità di glutine è comunque dannosa per chi soffre di celiachia, anche in assenza di sintomi.

Eseguire la scansione del cibo è un’operazione semplice: basta inserire un piccolo campione di cibo nella capsula per il test chimico, reinserirla nel dispositivo ed attendere il risultato del test, già disponibile dopo solo 2 minuti.

Grazie all’integrazione con l’app ufficiale, il risultato del test verrà visualizzato anche sullo smartphone e potrà essere condiviso con la community di possessori del dispositivo. L’obiettivo è creare una mappa il più accurata possibile di cibi gluten free e ristoranti sicuri grazie alla comunità di utenti di Nima, per non doversi più interrogare su cosa contiene quello che mangiamo e far sì che i pasti tornino ad essere un momento di piacevole condivisione… in tutti i sensi!

Al momento, è possibile preordinare Nima sul sito ufficiale. Il kit iniziale, che include il sensore e tre capsule usa e getta per eseguire il test, ha un prezzo di 249 dollari (circa 230 euro).

Nei confronti di dispositivi come Nima, l’Associazione Italiana Celiachia (Aic) assume per ora un atteggiamento molto prudente. “Strumenti di questo genere esistono già sul mercato, anche se in forma diversa.Il rischio è che rappresentino una fonte di allarmismo e di confusione per i celiaci”. Secondo l’associazione, il compito di eseguire le analisi di rischio sugli alimenti deve essere affidato ai produttori e alle autorità preposte ai controlli, e non dal singolo cittadino come avviene per gli altri prodotti. Oltre ai rischi legati a possibili errori nell’utilizzo, la diffusione di test di autoanalisi può far pensare che la sicurezza dei celiaci dipenda da questi apparecchi, anziché essere una  responsabilità dei produttori e dei ristoratori”.

La produzione dovrebbe essere a pieno regime dal 2016.

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

NOTIZIE CORRELATE