Netflix, fatturato deludente: “Ora aumentiamo i prezzi”

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News del 19 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Il business di Netflix cresce ma meno del previsto. Il colosso dello streaming ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre riportando vendite complessive per 1,81 miliardi di dollari contro gli 1,97 miliardi attesi dagli analisti di Wall Street; per l’attuale trimestre la società prevede un fatturato di 1,96 miliardi contro i 2,12 stimati in precedenza dagli analisti. Così, per correre ai ripari Netflix si prepara ad aumentare i prezzi.

Sbarcato in Italia nell’ottobre 2015, dallo scorso gennaio il servizio è disponibile in quasi tutto il mondo grazie all’espansione in 130 nuovi Paesi. Anche se con alcune limitazioni: “In molti di questi mercati, finora, Netflix ha offerto solo contenuti in inglese e i metodi di pagamento sono limitati principalmente alle carte di credito internazionali”, ha ammesso la società in una lettera agli azionisti. Per questo, per i prossimi mesi Netflix prevede di rendere disponibili un maggior numero di lingue, nuovi contenuti e ulteriori opzioni di pagamento.

Netflix, fatturato deludente: “Ora aumentiamo i prezzi” - immagine 1

Ma soprattutto la società ha confermato la sua strategia per un graduale aumento dei prezzi: lo scorso novembre, infatti, per i nuovi clienti negli Stati Uniti, in Canada e in America Latina Netflix ha unificato i piani “base” (7,99 dollari al mese) e “standard” (8,99 dollari) in un’unica offerta “standard” dal costo di 9,99 dollari al mese; i vecchi clienti hanno potuto mantenere le precedenti tariffe, tanto che secondo la compagnia “oltre metà dei clienti negli Usa paga solo 7,99 o 8,99 dollari al mese” per il suo servizio. Entro l’anno, tuttavia, anche questi clienti dovranno passare alla nuova tariffa “standard” da 9,99 dollari, con il rischio che qualcuno decida di disdire il proprio abbonamento.

Sebbene la società non abbia comunicato nulla riguardo alle tariffe europee, non è affatto da escludere che il medesimo adeguamento possa essere applicato in un prossimo futuro anche in Italia, dove attualmente gli utenti possono scegliere fra i piani “base” da 7,99 euro, “standard” da 8,99 euro e “premium” da 11,99 euro al mese. Del resto il gruppo guidato da Reed Hastings sembra non avere scelta, visti i costi che deve affrontare per l’acquisto dei diritti di film e serie tv (circa 5 miliardi di dollari previsti quest’anno e più di sei miliardi nel 2017) e per le produzioni originali, cui viene destinato circa il 5% del budget.

Attualmente Netflix ha 78 milioni di abbonati paganti, di cui 34,5 milioni fuori dagli Stati Uniti, numeri che ne fanno il servizio di streaming video più popolare al mondo. Anche se Amazon sembra pronta ad approfittare delle difficoltà del concorrente: il gruppo di Jeff Bezos ha infatti appena scorporato dall’offerta Prime il suo servizio di video on demand, attualmente disponibile solo negli States, proponendolo ora al prezzo di 8,99 dollari al mese, un dollaro meno del nuovo abbonamento “standard” di Netflix. Amazon non prevede al momento di espandere l’offerta Prime Video in Europa e in Italia, ma anche da noi le alternative a Netflix non mancano, da Sky Online a Mediaset Infinity fino a TimVision.

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