Malware, quadruplicati gli attacchi ransomware ai dispositivi Android

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News del 30 Giugno 16 Autore: Stefano Fossati
Android sotto attacco ransomware: secondo una indagine di Kaspersky Lab, nell’ultimo anno il numero di utenti del sistema operativo mobile di Google attaccati dai ransomware è quadruplicato, passando da 35.400 a oltre 136mila in tutto il mondo. In base alle analisi degli esperti in sicurezza, la maggior parte degli attacchi si basa su quattro sole famiglie di malware.

I ransomware sono malware che impediscono l’accesso alle informazioni sul dispositivo della vittima bloccando lo schermo con una speciale finestra o criptando i file importanti, per poi chiedere un riscatto, Un pericolo tanto per gli utenti di pc quanto per quelli di dispositivi mobili. Sempre nel periodo aprile 2015-marzo 2016, la percentuale di utenti attaccati da ransomware rispetto a quelli colpiti da qualsiasi tipo di malware per Android è aumentata: dal 2,04% dei 12 mesi precedenti al 4,63%.

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In oltre il 90% dei casi gli attacchi derivavano, come detto, solo da quattro famiglie di malware, quelle dei gruppi Small, Fusob, Pletor e Svpeng. Germania, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, riferiscono i ricercatori di Kaspersky Lab, hanno registrato la percentuale più elevata di utenti attaccati da ransomware per Android.

Contrariamente a quanto registrato sui pc, sui quali i crypto-ransomware stanno aumentando rapidamente mentre gli screen-blocker stanno diminuendo, i ransomware per Android sono per la maggior parte screen-blocker, a causa del fatto che i dispositivi basati su Android non permettono di rimuovere gli scree-blocker usando un hardware esterno, rendendoli efficaci quanto i crypto-ransomware per pc.

Sebbene il tasso di crescita sia inferiore rispetto a quello dei ransomware per pc, la situazione dei ransomware per Android è comunque preoccupante: se, all’inizio del periodo di osservazione, il numero mensile di utenti che avevano incontrato questo tipo di malware su dispositivi Android era vicino a zero, verso la fine dell’analisi si sono registrati quasi 30mila utenti attaccati al mese. Un dato che, per gli analisti, indica chiaramente che i criminali stanno esplorando le opportunità alternative ai pc.

“Questo modello di estorsione è destinato a persistere. I ransomware mobile sono nati come una conseguenza dei ransomware per pc ed è probabile che vengano seguiti da malware che prendono di mira dispositivi molto diversi da pc e smartphone. Potrebbe trattarsi di dispositivi come smartwatch, smart TV e altri prodotti smart come i sistemi di entertainment domestici e in-car. Esistono già proof-of-concept per alcuni di questi device e la comparsa di malware che prendono di mira dispositivi smart è solo questione di tempo”, commenta Roman Unuchek, esperto di sicurezza mobile di Kaspersky Lab.

Per proteggersi dagli attacchi ransomware, Kaspersky Lab consiglia di seguire le solite precauzioni fodamentali:
- Limitare le installazioni di app da fonti diverse dagli store ufficiali.
- Usare una soluzione di sicurezza affidabile in grado di rilevare i malware e i link nocivi.
- Se non si può evitare di installare app da fonti non ufficiali, fare attenzione quantomeno ai permessi richiesti dall’app; e comunque non installare questo genere di applicazioni senza avere una soluzione di sicurezza.
- Informarsi e avvertire i famigliari riguardo alle modalità di diffusione dei malware: questo aiuterà gli utenti a riconoscere i tentativi di attacco tramite social-engineering.
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Categoria: Sicurezza

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