La storia del topo fritto e delle false notizie postate sui social

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Articolo del 04 Agosto 15 Autore: Pinter
Categoria: sicurezza
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Come una società può facilmente trovarsi inaspettatamente nei guai a causa di notizie false postate sui social. Le grandi catene di ristoranti fast food sono delle “sorvegliate speciali” dei social media: come tutti i brand conosciuti a livello globale, i profili social del vari McDonald’s, Burger King, Taco’s Bell e KFC sono sempre sotto la lente di ingrandimento, e ogni minimo passo falso diventa un “caso” seguito dagli utenti di tutto il mondo.

Questa volta tocca a KFC ad essere al centro dell´attenzione: la catena di fast food specializzata in pollo fritto si è trovata al centro di una crisi che in realtà crisi non era, ma che avrebbe comunque potuto causare notevoli danni alla reputazione del marchio, che proprio in questo periodo è al centro di un profondo rinnovamento della propria brand image.

Ed ecco che, un bel giorno in California, un utente di Facebook pubblica sul proprio profilo una foto scioccante e un’accusa gravissima: ieri sono andato da KFC, ho chiesto una confezione da tre di petti di pollo fritti e uno dei tre era un ratto panato e croccante. Non mangiate nei fast food!

Insomma, la cosa peggiore che potrebbe capitare a un’azienda che si occupa di cibo. Più precisamente, la cosa peggiore che potrebbe capitare a una catena di fast food che, come è noto, devono fare i conti con bufale e leggende metropolitane assortite, sempre pronte a metterle in cattiva luce adducendo una presunta cattiva qualità del cibo servito.

La storia del topo fritto e delle false notizie postate sui social - immagine 1


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