La retromarcia del presunto “signor bitcoin”: “Non fornirò nuove prove”

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News del 06 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Di fronte alle critiche e agli scetticismi espressi da molti esperti, Craig Wright, l’imprenditore australiano che nei giorni scorsi ha asserito di essere colui che si nascondeva dietro lo presudonimo Satoshi Nakamoto, aveva detto di essere pronto a fornire “prove straordinarie” in grado di cancellare ogni dubbio sul fatto che fosse proprio lui l’inventore del bitcoin. Ora, però, Wright fa una parziale marcia indietro: non smentisce di essere il creatore della moneta virtuale sempre più utilizzata per le transazioni elettroniche, ma le "nuove prove" non le vedremo mai.

“Mi dispiace, credevo di potermi mettere alle spalle anni di anonimato – ha scritto il 43enne australiano sul suo blog – ma, mentre si sviluppavano gli eventi di questa settimana e mi preparavo a pubblicare le prove dell’accesso alle chiavi iniziali (i codici di crittografia utilizzati per emettere i primi bitcoin nel 2009, ndr), sono crollato. Non ho il coraggio. Non posso”. L’imprenditore ha aggiunto che, “quando i rumors sono iniziati, le mie qualifiche e la mia reputazione sono state attaccate. Quando è stata dimostrata la falsità di quelle affermazioni (alla base degli attacchi), sono subito iniziati dei nuovi attacchi. Ora so di non avere abbastanza forza per sostenere tutto questo”.

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Quando, in un’intervista pubblicata da BBC, The Economist e GQ, Wright aveva detto di essere Satoshi Nakamoto, Wright aveva anche fornito come prova sul suo blog la descrizione del processo di crittografia utilizzato sette anni fa per i primi bicoin. Poco dopo, però, molti esperti di sicurezza informatica avevano dimostrato come quel processo di crittografia fosse ricavabile da una delle prime transazioni effettuate dal “mitico” Nakamoto, facilmente rintracciabile da chiunque sul web utilizzando un motore di ricerca. Wright reagì dicendo di essere vittima di attacchi infondati, aggiungendo appunto che avrebbe pubblicato “documenti verificabili” a sostegno della sua rivelazione.

Rivelazione che, in un primo momento, aveva ricevuto il sostegno di Jon Matonis e Gavin Andresen, due importanti membri della Bitcoin Foundation, un’organizzazione indipendente per la promozione e la tutela della moneta virtuale, che si erano detti convinti che Wright fosse realmente la persona che si celava dietro la tecnologia del bitcoin. Ora l’imprenditore australiano si scusa anche con loro: “So che la mia mancanza di coraggio causerà un grande danno a coloro che mi hanno supportato e in particolare a Jon Matonis e Gavin Andresen. Posso solo sperare che la loro reputazione e la loro credibilità non siano irreparabilmente compromesse dalle mie azioni”.

Molti restano peraltro convinti del fatto che Wright sia effettivamente il creatore del bitcoin: “Molti di coloro che esprimono dubbi, in realtà non vogliono essere convinti. Molti hanno mitizzato la figura di Satoshi e se gli togli il velo, infrangi le loro fantasie”, commenta alla BBC lo storico economico Garrick Hileman, aggiungendo però di avere egli stesso “più domande che risposte” sulla vicenda, pur rispettando la posizione di Matonis e Andresen.
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Categoria: P2P e Web

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