L’intelligenza artificiale? Stupida come gli esseri umani

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News del 01 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Quando l’intelligenza artificiale uguaglia la stupidità umana: ci è riuscita Microsoft, involontariamente, con un chatbot messo online su Twitter per interagire con gli utenti in carne e ossa, ritirato dopo poche ore in cui ha postato messaggi dai contenuti razzisti, sessisti e xenofobi. Proprio quello che fanno tanti umani sui social network.

L’intento di Microsoft era quello di creare un’applicazione in grado di rispondere a domande e sostenere conversazioni, pensato principalmente per il target dei millennials (i ragazzi fra i 18 e i 24 anni) degli Stati Uniti. Il chatbot, chiamato Tay, è stato bersagliato da domande e affermazioni polemiche, insulti razzisti e frasi scherzose, finendo per assimilarne i contenuti e assecondarle. Tanto da asserire che “Hitler non fece nulla di male”, da negare l’Olocausto, da affermare che “messicani e neri” sono le razze peggiori (appoggiando peraltro la proposta di Donald Trump di costruire un muro sulla frontiera con il Messico, da far pagare ai messicani…) e da dare della “stupida puttana” a una donna con cui stava chattando. Fra le altre cose, Tay si è anche detta convinta che l’11 settembre sia stato opera di George Bush.

L’intelligenza artificiale? Stupida come gli esseri umani - immagine 1

Visto l’andazzo, nel giro di poche ore Microsoft ha ritirato Tay da Twitter per una “messa a punto”. E ora sono molti a criticare il colosso di Redmond per l’accaduto, accusando di pressappochismo i creatori dell’applicazione: il problema, osservano, poteva essere quantomeno limitato predisponendo una “black list” di parole da filtrare nelle risposte o almeno predisponendo una moderazione umana che tenesse d’occhio il chatbot nel giorno del debutto. Le risposte di Tay sono state cancellate dalla timeline di Twitter, anche se non è difficile ritrovarle in Rete. E non si può forse dar torto a quell’utente che chiede a Microsoft di non eliminarle, dal momento che mostrano i pericoli dell’intelligenza artificiale.

Come evidenziato da una recente ricerca che ha messo alla prova gli assistenti vocali di Google, Apple, Samsung e della stessa Microsoft, nonostante i grandi progressi degli ultimi anni i sistemi di intelligenza artificiale devono ancora essere migliorati in numerosi aspetti, in particolare nel riconoscimento del contesto della conversazione. Vedremo se e quando la casa di Redmond rimetterà Tay online dopo la “messa a punto”.

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