L´incredibile storia del massiccio furto di credenziali account in Russia

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News del 06 Maggio 16 Autore: Fabio Ferraro
Ogni giorno vengono scambiate milioni di e-mail, per proteggere le nostre informazioni, i provider che offrono servizi di posta elettronica richiedono delle procedure di autentificazione (account e password) per permettere il completo accesso all’invio e alla consultazione delle email.

L´incredibile storia del massiccio furto di credenziali account in Russia - immagine 1

Conoscere i dati di autentificazione di un account equivale quindi ad avere pieno accesso a dati ed informazioni personali. In queste ore la società di cyber security HOLD SECURITY ha lanciato l’allarme riguardo ad una compravendita, da parte di un hacker russo, di oltre 272,3 milioni di dati d’accesso ad account e-mail di alcuni dei più utilizzati provider al mondo. La maggior parte degli account rubati appartengono a mail.ru, ossia il provider più utilizzato in un mercato vasto come la Russia: infatti sono stati violati 57 milioni di account (numero impressionante, tenendo conto che il totale degli accessi al provider russo ammonta a 64 milioni).

L´incredibile storia del massiccio furto di credenziali account in Russia - immagine 2

Gli altri provider coinvolti sono Yahoo (40 milioni), Microsoft (33 milioni), Gmail (24 milioni) e altre società asiatiche minori. A suscitare ancora maggior clamore sulla compravendita è però il prezzo a cui il database di account è stato messo in vendita: appena 50 rubi (60 centesimi o poco più).

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Per ottenere il record, HOLD SECURITY ha contattato l’Hacker, non accettando però, per politiche aziendali, il pagamento di un seppur minimo, prezzo. L’hacker ha comunque acconsentito a consegnare i dati raccolti in cambio di pubblicità e commenti positivi in alcune community di Hacker da parte dell’azienda di cyber security.
Una volta ottenuti i dati, HOLD SECURITY ha provveduto ad informare le aziende interessate della perdita di dati. Google e Yahoo non hanno ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale. Mail.ru ha invece dichiarato che la maggior parte dei dati rubati appartengono ad account inattivi. Diversa la reazione di Microsoft che ha ammesso la perdita di informazioni.

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Il numero di aziende coinvolte fa però pensare che i dati di accesso siano stati raccolti attraverso attacchi mirati verso gli utenti interessati piuttosto che ad una falla nella sicurezza dei provider.
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