L’idea rivoluzionaria di un sedicenne italiano per sconfiggere il “digital divide”

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News del 22 Settembre 16 Autore: Fabio Ferraro
Valerio Pagliarino è un ragazzo di 16 anni, studia presso il liceo scientifico Galilei di Nizza Monferrato e vive in un piccolo centro, Castelnuovo Calcea, in provincia di Asti.
Un centro, Castelnuovo, in cui i servizi di connettività ad internet sono molto limitati e che hanno portato il giovane Pagliarino ad aguzzare l’ingegno per ottenere un servizio migliore, più veloce e facilmente fruibile.
È da questo bisogno che nasce LaserWan, progetto che ha permesso al giovane piemontese di ottenere il primo premio nella ventottesima edizione del Concorso per giovani scienziati della Commissione EU.

L’idea rivoluzionaria di un sedicenne italiano per sconfiggere il “digital divide” - immagine 1

L’idea su cui si basa LaserWan è semplice ma allo stesso tempo geniale.
Tutto nasce dall’osservazione che la fibra ottica trasmette la luce attraverso un dispositivo fisico ma esiste un’altra tecnologia in grado di inviare luce senza l’utilizzo di alcuna connessione fisica: il laser.
L’idea è quindi di installare dei ricetrasmettitori sui piloni dell’alta tensione in grado di comunicare e trasmettere i segnali ottici. Le prestazioni di una rete basata sulla tecnologia laser dovrebbero esseri simili a quelli offerti dalla fibra ottica, arrivando a 500 Mbps, sia in upload che in download. Diverso è invece il costo di installazione degli impianti: per ogni chilometro, l’infrastruttura di rete dovrebbe costare intorno ai 10.000 euro, a fronte di una spesa per la posa della fibra di 1000 euro a metro. Inoltre, LaserWan permetterebbe di abbattere l’inquinamento elettromagnetico.

L’idea rivoluzionaria di un sedicenne italiano per sconfiggere il “digital divide” - immagine 2

Ma se eventi atmosferici quali la nebbia creassero difficoltà alla comunicazione fra i ricetrasmettitori posti sui tralicci? Il giovane Pagliarino sembra avere anche per questo una soluzione: modulare il segnale ottico in modo da attraversare anche fitti banchi di nebbia.

Questa soluzione potrebbe permettere di raggiungere tutte quelle zone vittime del “digital divide” che ad oggi, per motivi sia geografici che economici, non hanno la possibilità di accedere appieno (o in alcuni casi per nulla) a una tecnologia, quella della rete, diventata ormai parte integrante e indispensabile della quotidianità.

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Categoria: P2P e Web

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