L´Antitrust chiede un regolamento per Uber

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News del 04 Novembre 15 Autore: Fabio
L’Antitrust si esprime in merito alla regolamentazione di Uber e lo fa in un provvedimento, rispondendo a una domanda del Ministero dell’Interno su richiesta del Consiglio di Stato.

"Occorre disciplinare al più presto l´attività di trasporto urbano svolta da autisti non professionisti attraverso le piattaforme digitali per smartphone e tablet": ovvero Uber e le app che consentono di accedere a questo servizio.

Si auspica anche, in proposito, che il legislatore intervenga con la massima sollecitudine per regolamentare le nuove forme di trasporto.

Uber fa paura? Forse no, ma sicuramente l’Antitrust vuole chiarezza attraverso un regolamento sia per Uber stessa che per tutte le app che consentono di accedere a questo servizio. Si chiede quindi di regolamentare nel modo meno invasivo possibile questo servizio alternativo ai taxi e al noleggio con conducente (Ncc) in modo da permettere un ampliamento delle modalità di offerta del servizio a vantaggio del consumatore.

In una nota dell’Authority si legge anche che “Lo sviluppo di queste nuove App e anche l´adozione di strumenti tecnologici simili da parte delle compagnie di radio-taxi stanno provocando in tutto il mondo complesse questioni d´interferenza con i servizi tradizionali. Da qui, la sollecitazione dell´Antitrust a regolamentare il settore per garantire la concorrenza, la sicurezza stradale e l´incolumità dei passeggeri, definendo un ´terzo genere´ di autisti oltre a quelli dei taxi e degli Ncc".
Uber Antitrust
Si distingue poi la proposta relativa a tre servizi. I primi due, UberBlack e UberVan, che si differenziano per la tipologia dei veicoli utilizzati (berline fino a quattro posti il primo, mini bus o monovolume fino a cinque posti il secondo). L’Antitrust ribadisce "la legittimità, in assenza di alcuna disciplina normativa, della piattaforma, trattandosi di servizi di trasporto privato non di linea, come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato". La stessa Autorità giudica "di fatto inapplicabili" gli obblighi stabiliti dalla legge vigente.

Per quanto riguarda, infine, UberPop, ovvero il servizio svolto da autisti non porfessionisti, l’Antitrust fa riferimento (richiamandola) l’ordinanza con cui il Tribunale di Milano ha evidenziato che l’attività non può essere svolta a discapito della tutela della sicurezza delle persone trasportate. L’invito al legislatore, dunque, è quello di adottare una regolamentazione minima per questo tipo di servizi in modo che si possa sottolineare il beneficio concorrenziale e per i consumatori finali derivanti dalle nuove offerte proposte.

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