Kengoro, il robot che suda per non fare fatica

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News del 05 Novembre 16 Autore: Stefano Fossati
Si chiama Kengoro ed è l’ennesimo robot umanoide realizzato in Giappone, in questo caso nei laboratori del JSK Lab dell’Università di Tokyo. Rispetto ai suoi “colleghi”, però, Kengoro (che si aggiunge ai due precedenti robot della “famiglia” JSK, Kojiro e Kenshiro) possiede abilità non comuni: ha braccia flessibili, potenti “muscoli” mossi da numerosi motori e una notevole resistenza. Ma soprattutto suda.



Proprio così: a causa delle sue caratteristiche “estreme”, il robot sviluppa in piena attività una notevole quantità di calore, motivo per cui i suoi progettisti lo hanno dotato di un sistema di raffreddamento passivo a liquido per tenere sotto controllo la temperatura delle sue componenti. Un sistema tre volte più efficace (stando ai test) e meno ingombrante rispetto a ventole e dissipatori che vengono utilizzati abitualmente in altre applicazioni robotiche: anche perché Kengoro racchiude al suo interno ben 108 motori che muovono le parti di cui è costituito, richiedendo quindi un’attenzione speciale sul piano termico.

Kengoro, il robot che suda per non fare fatica - immagine 1

Il liquido refrigerante circola lungo lo scheletro del robot, costruito in una speciale lega di alluminio poroso lavorata al laser che, attraverso una serie di minuscoli canali, fa sì che il fluido scorra attorno ai motori e ai complessi circuiti elettronici interni, raffreddandoli, senza farne cadere a terra nemmeno una goccia. Secondo i ricercatori che lo hanno sviluppato, con una sola tazza di acqua demineralizzata Kegoro può garantire 11 ore di lavoro senza surriscaldamenti e decadimenti delle prestazioni. Quale lavoro? Questo è ancora tutto da stabilire: il JSK Lab ha sviluppato il prototipo a scopi puramente dimostrativi e lo ha presentato nei giorni scorsi all’International Conference on Intelligent Robots and Systems, in Corea del Sud.

A dispetto delle sue doti “muscolari”, peraltro, il nuovo robot nipponico non è affatto un gigante: è alto infatti solo un metro e 65 centimetri e pesa appena 56 chili, proprio grazie all’uso dell’alluminio per la realizzazione delle “ossa” che costituiscono lo scheletro.

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