Impact Winter - Recensione

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Articolo del 29 Maggio 17 Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames
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Immaginate che un asteroide impatti sulla superficie terrestre causando mutazioni climatiche tali da stravolgere l´intero ecosistema. Come se tornassimo a vivere in un´Era Glaciale, in sostanza, e quindi in un mondo perennemente assediato da nevicate implacabili e mordenti venti. Questa è la premessa di Impact Winter, gioco sviluppato da Mojo Bones e pubblicato da Bandai Namco che mi sono trovato a recensire in occasione del mio primo articolo su SWZone. È piuttosto ironico che si tratti di un survival game, giacché il titolo ha vissuto delle fasi di sviluppo piuttosto turbolente prima di raggiungere la fatidica distribuzione. Nato come progetto Kickstarter non riuscito a raggiungere l´obiettivo della campagna crowdfunding, è in qualche modo approdato su Steam Greenlight, dove ha ricevuto semaforo verde in tre giorni. In quest´avventura il giocatore veste i panni di Jacob, sopravvissuto che ha trovato rifugio in una chiesa abbandonata insieme a quattro compagni e un robot; quest´ultimo intercetta un segnale secondo cui i soccorsi arriveranno entro 30 giorni e da qui ha inizio la sua prova di sopravvivenza. Viene allora impostato un timer in-game che diminuisce via via che si sale di livello e si guadagna esperienza. Quanto più si riesce a esplorare e apprendere con Jacob, tanto più alte sono le possibilità di essere salvati. Jacob ha perso moglie e figlia in seguito all´impatto e ora si trova lì tutto solo, con dei poveri superstiti come lui, a dover dimostrare di avere la stoffa del leader.

Impact Winter - Recensione - immagine 1
Il gameplay è piuttosto semplice, senza fronzoli. Come in ogni gioco di sopravvivenza che si rispetti bisogna impartire ordini ai propri compagni, assicurarsi che ci siano provviste, mantenere il fuoco acceso ed esplorare il mondo esterno - conosciuto come il Void - per dare la caccia ad animali e per raccogliere tutto ciò che possa tornare utile. Oltre alla vita del protagonista, dunque, l´utente ha nelle proprie mani anche quella dei suoi compagni, che danno man forte con le proprie capacità. La narrazione non porta nulla di nuovo o innovativo, d´altro canto i giochi di sopravvivenza in cui è necessario resistere più tempo possibile in un ambiente potenzialmente ostile sono numerosi; ma Impact Winter è riuscito piuttosto bene a caratterizzare i suoi personaggi e le relazioni che si instaurano tra di essi, e questo lo rende interessante. È possibile infatti scegliere "percorsi" in base ai personaggi con cui si interagisce, ed è proprio questo uno dei punti di forza del gioco.

Il titolo gioca molto sul lato emotivo ed è importante che si ascoltino i sopravvissuti e ci si cali nel mondo circostante per apprezzarlo a pieno; in un primo momento i personaggi sembrano abbastanza stereotipati - si fa la conoscenza di Christophe, l´ingegnere del gruppo preposto alle migliorie del robottino Ako-Light, Meggie l’aggiustatutto, Wendy la cuoca e Blane, ex-militare esperto di sopravvivenza - ma via via che si gioca diventano più caratterizzati e interessanti. Ognuno dei personaggi ha il proprio background e delle abilità uniche che si devono sfruttare per sopravvivere, come accennavo poc´anzi; inoltre hanno delle proprie quest, desideri e gusti personali. L´esplorazione è un altro punto di forza di Impact Winter: la tundra bianca e congelata che sussiste al di fuori delle quattro mura della chiesa è un´ambientazione affascinante e, peraltro, addentrarcisi equivale a incontrare sconosciuti che chiedono aiuto, raccogliere risorse per il gruppo e scovare campeggi abbandonati oltre che una pletora di animali. Offre grande varietà, insomma. C´è sempre qualcosa da fare in Impact Winter, ma la fase che ho preferito è stata proprio l´esplorazione, dove mi sono trovato da solo al fianco del fido Ako-Light attraverso distese innevate (anche perché Jacob è l´unico che può vagare nel Void).

Impact Winter - Recensione - immagine 2
Girovagando in lungo e in largo per le congelate location di Impact Winter si incontrano inoltre vecchie linee ferroviarie ed edifici abbandonati, o macchine rimaste a secco da tempo immemore, come fossero lì per far riflettere il giocatore sul fatto che il mondo di Jacob una volta era come il nostro. La colonna sonora di Mitch Murder accompagna perfettamente il giocatore durante l´esperienza, con musiche ispirate che si adeguano alla situazione in cui si versa. Sebbene non abbia avuto problemi con le meccaniche, ciò che mi ha dato più filo da torcere sono i controlli: nonostante fossero semplici, a volte li ho trovati meno reattivi di quanto avrei sperato; per non parlare del menu iniziale, totalmente inattivo in più di un´occasione. Mi è capitato di cliccare, per esempio, ripetutamente sulle voci presenti senza alcun risultato, potendo solo accedere alle opzioni. E qualche bug qua e là evidenza i limiti tecnici del gioco. Questi problemi hanno influito negativamente sul coinvolgimento ma nel complesso la mia esperienza è stata positiva.

L´interfaccia è inoltre un po´ caotica
con tanti menu e sottomenu facili da perdere mentre si cerca di ordinare gli oggetti dell´inventario o di assegnare ruoli ai compagni. A proposito dei ruoli, ce ne sono circa 30 da sbloccare salendo di livello durante i 30 giorni (o meno), e ognuno può essere assegnato a un sopravvissuto e può avere un effetto positivo o negativo sulla loro performance, dunque è importante sperimentare quali si addicano maggiormente a ogni personaggio. Peraltro, ogni membro del gruppo a parte Jacob è sacrificabile: ciò significa che se manca poco tempo all´arrivo dei soccorsi ma si è a corto di provviste, si può sempre decidere di sfamare una bocca in meno rinunciando di conseguenza ai suoi servigi. Scelta cinica quanto obbligata in alcune circostanze.

Impact Winter - Recensione - immagine 3
Tecnicamente il gioco non brilla ma in fin dei conti non è male. Lo stile artistico adottato è piacevole e le ambientazioni, quasi sempre evocative, danno un grande contributo all´aspetto visivo. Qualche intoppo con la telecamera, ma la visuale isometrica è perfetta per il genere anche se avrei gradito una maggior cura per i dettagli.
Belli i colori e buono l´effetto di luci e ombre; in particolare ho apprezzato le fasi in cui ci si avventura in piena notte guidati solamente dalla luce soffusa emessa dal piccolo robot. Complessivamente, Impact Winter non è un capolavoro e tra l´altro non è localizzato in italiano (il che potrebbe essere uno scoglio per chi non sa cavarsela con l´inglese), ma offre una storia ricca di sfaccettature, con meccaniche semplici e allo stesso tempo profonde, a un ottimo prezzo.

Il gioco può essere acquistato su Steam a 20 € e garantisce diverse ore di intrattenimento, merito anche del fattore rigiocabilità. D´altronde la storia può cambiare a seconda delle scelte prese dal giocatore e spetta soltanto a Jacob il compito di pianificare il da farsi. L´atmosfera è coinvolgente e ispirata, e si adopera per tenere il giocatore incollato allo schermo. Con i numerosi giochi usciti in questa ricca primavera Impact Winter potrebbe passare in sordina, ma sarebbe un peccato perché tirando le somme è un titolo che vale.

Impact Winter - Recensione - immagine 4




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