India, il mistero dello smartphone che costa meno di 4 euro: troppo pochi per essere veri

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News del 21 Febbraio 16 Autore: Stefano Fossati
Meno di 4 euro per comprare un nuovo smartphone. Possibile? Sì, ma solo in India, dove la startup locale Ringing Bells ha aperto online le prenotazioni del Freedom 251, uno smartphone Android economico, che più economico non si può: costa 251 rupie, l’equivalente di poco più di 3,5 euro o 4 dollari. Un prezzo che non poteva non fare scalpore, tanto che il sito della società è andato rapidamente in crash a causa del boom di contatti, mentre sulla sua pagina Facebook la stessa azienda ha comunicato di avere chiuso le prenotazioni in poche ore a causa dell’esaurimento delle disponibilità previste nella fase di lancio. Ringing Bells promette inoltre che avviserà gli interessati quando aprirà il prossimo “round” di prenotazioni. Le consegne, si legge sul sito, inizieranno il 30 giugno tramite corriere.

India, il mistero dello smartphone che costa meno di 4 euro: troppo pochi per essere veri - immagine 1

Ma la domanda che gli addetti ai lavori – e non solo – si pongono è una sola: com’è possibile produrre e vendere uno smartphone a questo prezzo? I dispositivi low cost sono molto diffusi in India e in altri Paesi in via di sviluppo, ma nessuno si è mai neanche avvicinato alla soglia dei 4 euro. Fra l’altro, le specifiche tecniche sono quelle di un telefono di fascia bassa, ma non bassissima: display qHD IPS da 4 pollici, camera posteriore da 3,2 MP e anteriore da 3 MP, processore quad core da 1,3 GHz, 1 MB di RAM e 8 GB di memoria interna espandibile fino a 32 MD tramite microSD, batteria da 1450 mAh, sistema operativo Android 5.1 Lollipop con Google Play. Tuttavia, molti analisti sottolineano come sia pressoché impossibile assemblare questa componentistica, sia pure in un Paese dalla manodopera a basso costo come l’India, e vendere il tutto a meno di 4 euro senza rimetterci dei soldi. Tanto più che ai costi di produzione vanno sommati quelli per la ricerca & sviluppo, il packaging e la distribuzione.

Secondo la società il Freddom 251 è pensato per dotare i cittadini, anche nelle più remote zone rurali, della più recente tecnologia digitale a prezzi “incredibilmente accessibili”. Una “missione sociale” che lascia intendere la possibilità che il prezzo sia così “incredibilmente accessibile” grazie a un sussidio non dichiarato da parte del governo indiano. Il primo ministro Narendra Modi, del resto, ha lanciato il programma “Made in India” con cui incoraggia le aziende a realizzare i loro prodotti interamente nel Paese; inoltre ha promosso una serie di app per l’agricoltura, la pesca, la sicurezza delle donne e la salute, che risultano tutte preinstallate sul Freedom 251. Al momento, tuttavia, dal governo di Nuova Delhi non giunge alcuna conferma di “sostegno” all’iniziativa di Ringing Bells.

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Per inciso, il Freedom 251 viene assemblato in India utilizzando componenti importati dall’estero, anche se la società conta di riuscire nel giro di un anno a produrre i suoi smartphone interamente “in casa”, aderendo al programma governativo. A infittire il mistero è anche il fatto che, all’evento di lancio, il presidente di Ringing Bells, Ashok Chadha, ha mostrato ai giornalisti alcuni esemplari di preserie che, sul retro, mostravano un adesivo con i colori della bandiera indiana, come a coprire – ha ipotizzato ad esempio il Wall Street Journal – il marchio di un altro produttore. Anche l’aspetto definitivo del dispositivo è ancora avvolto dall’incertezza: fino a ieri le immagini sul sito mostravano un dispositivo simile ad alcuni modelli Xiaomi, ma nella notte sono state sostituite da altre nelle quali lo smartphone ha un aspetto ispirato a quello dei vecchi iPhone.

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