In UK una proposta per fornire iPad gratis per i carcerati

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News del 21 Dicembre 15 Autore: Pinter
Sir Martin Narey, consigliere del ministero della Giustizia britannico sostiene che i carcerati inglesi abbiano bisogno di un iPad. La sua idea sarebbe che la tecnologia possa migliorare il livello di alfabetizzazione, scrittura e calcolo, oltre che essere utile per mantenere i legami familiari.

Secondo la tesi di Narey, le vite dei carcerati sono, all’interno delle celle, poco costruttive: i detenuti hanno poche possibilità di voltare pagina e pianificare un futuro diverso per se stessi e per gli altri, soprattutto se la pena deriva da reati minori.

La tecnologia, racconta il consigliere, che in passato è stato a capo della polizia penitenziaria – permetterebbe ai detenuti di passare il loro tempo in cella in modo più costruttivo. “Dovrebbero incontrare un tutor una volta la settimana eseguendo da soli compiti che hanno a che fare con l’alfabetizzazione e la matematica”.

Da qui la proposta: consegnare ad alcuni detenuti un iPad di Apple.

In UK una proposta per fornire iPad gratis per i carcerati - immagine 1

L´opportunità è al momento al vaglio da Michael Gove, segretario di Stato della Giustizia del Regno Unito, ma nessuna decisione è stata ancora intrapresa. “Quando sono entrato nell’amministrazione penitenziaria nel 1982, le persone erano terrorizzate dal pensiero di fornire una radio FM ai detenuti” ha spiegato Narey; “avevano paura che potessero telefonare liberamente, ma i detenuti dovrebbero ora poter usare Skype o Facetime per comunicare con i loro figli. Dobbiamo usare la tecnologia per l’istruzione e mantenere i legami familiari”.

L’idea è presa in considerazione da Dame Sally Coates, un’ex direttrice che si sta occupando della revisione delle politiche educative nelle carceri per conto del Ministro della Giustizia. “Se non hai le competenze per ottenere un lavoro, molto probabilmente diventerai recidivo” ha aggiunto. Ha inoltre sottolineato che all’aumento delle possibilità e dell’istruzione dei carcerati, corrisponderebbe un tasso ben più ridotto di recidiva una volta conclusa la detenzione.

Secondo Jerry Petherick, a capo di alcune attività che riguardano servizi esternalizzati dalle carceri britanniche, i tablet nelle celle “potrebbero diventare la norma” ma avvisa anche della necessità di stretti controlli per prevenire ulteriori atti criminali. “È necessario prevedere forme di salvaguardia integrata”, come ad esempio meccanismi che “impediscono di contattare le vittime o compiere attività criminose attraverso internet.

La proposta sembra aver sollevato reazioni opposte nell’opinione pubblica: sebbene vi sia generale accordo sull’istruzione e sulla riabilitazione del detenuto, affinché cambi vita una volta uscito dal carcere, un iPad è da molti visto come un lusso forse troppo elevato per lo Stato da finanziare. L’idea, nel frattempo, è al momento al vaglio delle istituzioni preposte.

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