In Photoshop arriva lo “Shazam dei font”

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News del 13 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Photoshop, notissima applicazione Adobe per l’editing delle immagini, integrerà presto un’intelligenza artificiale per riconoscere i caratteri all’interno delle foto. Gli stessi sviluppatori della società, annunciandola nel corso del Digital Marketing Summit a Londra, descrivono la nuova funzionalità come “lo Shazam dei font”, riferendosi alla nota app che riconosce i brani musicali “ascoltandoli” tramite smartphone o pc.

La tecnologia di riconoscimento dei caratteri, chiamata DeepFont, funzionerà sia sulle versioni desktop sia su quelle mobili di Photoshop, ma sarà necessario avere sottoscritto un abbonamento al servizio Creative Cloud. DeepFont è dedicato in particolare ai professionisti, che spesso cercano di identificare un font senza riuscirvi, fra le migliaia di varianti esistenti. Così, se ad esempio vediamo su un’insegna, un cartellone o una rivista un font che ci piacerebbe usare per un nostro lavoro, basterà fotografarlo con lo smartphone e quindi identificarlo attraverso la nuova funzione di Photoshop.

In Photoshop arriva lo “Shazam dei font” - immagine 1

Sul web già esistono altri servizi simili – come WhatTheFont, Search by Sight di Font.com o Matcherator di Fontspring - ma secondo gli sviluppatori quello di Adobe si distinguerà per la tecnologia di autoapprendimento su cui sarà basato, oltre che per la comodità di essere integrato direttamente all’interno della diffusissima applicazione di editing.

La società aveva annunciato lo scorso anno di essere al lavoro su una funzionalità per il riconoscimento dei caratteri, ma solo ora è arrivata la conferma del suo previsto rilascio. Il processo, che viene svolto in remoto sui server di Adobe attraverso l’accesso a Creative Cloud, si basa su un algoritmo che analizza le curve e altre caratteristiche dei caratteri di un testo selezionato dall’utente (evidenziandolo in una foto, in uno screenshot e persino in uno schizzo a mano) e le compara all’interno di un database di circa 20mila font, sia di Adobe sia di terze parti.

La nuova tecnologia può essere utilizzata, in ambito professionale, anche per trovare alternative simili a font noti ma non utilizzabili per ragioni commerciali. L’algoritmo, infatti, oltre a identificare (eventualmente) il font che corrisponde esattamente a quello contenuto nell’immagine, può suggerire anche quelli che gli si avvicinano maggiormente.

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