In Belgio alla reception degli ospedali ora ci sono i robot

Naviga SWZ: Home Page » Tech
News del 15 Giugno 16 Autore: Stefano Fossati
I robot hanno già conquistato i loro “spazi di lavoro” negli alberghi, come receptionist e personale di supporto, così come nei ristoranti nei panni di camerieri. Ma a quanto pare dovremo abituarci ad avere a che fare con loro anche alla reception degli ospedali. Sono già due, infatti, quelli che hanno “assunto” dei robot per l’accoglienza al pubblico: non in Giappone, dove le implementazioni robotiche al limite della stravaganza sono all’ordine del giorno, ma nel ben più vicino Belgio.

L’ospedale CHR Citadelle di Liegi e l’AZ Damiaan di Ostenda hanno infatti deciso di impiegare Pepper, un robot umanoide sviluppato da Softbank con la collaborazione della francese Aldebaran, che ha già ottenuto un ottimo successo soprattutto – per l’appunto – in Giappone, dove ne sono stati già venduti migliaia di esemplari. Il modello “basico” costa 1.650 euro, ma la versione utilizzata negli ospedali, decisamente più sofisticata, supera i 30mila euro, comprensivi di uno specifico software realizzato dalla società belga Zora Bots.

In Belgio alla reception degli ospedali ora ci sono i robot - immagine 1

Alto un metro e 20 centimetri, Pepper può riconoscere il linguaggio umano (in 20 lingue diverse) e può anche capire se l’interlocutore è un uomo, una donna o un bambino. Nell’ospedale di Liegi il suo ambito di lavoro è limitato all’area della reception, mentre a Ostenda si occupa anche di accompagnare i visitatori nel reparto appropriato. Entrambe le strutture ospedaliere, peraltro, utilizzano già da qualche tempo Nao, dei robot più piccoli, pure realizzati da Softbank, all’interno delle rispettive unità di pediatria e geriatria, dove si occupano di assistere i pazienti nell’esecuzione di esercizi di riabilitazione e, nel caso dei bambini, li aiutano a superare la paura del chirurgo.

I dirigenti della CHR Citadelle non nascondono l’ambizione di fare dell’Ospedale di Liegi uno dei più avanzati al mondo nel giro di dieci anni, puntando non solo sui robot ma anche sul ripensamento degli spazi secondo nuovi concetti architettonici e su attrezzature d’avanguardia. Quanto di più lontano, insomma, da certi nostri ospedali ottocenteschi con enormi stanzoni, tristi corridoi e squallide sale d’aspetto. Dove anche i robot finirebbero per scioperare.

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

NOTIZIE CORRELATE