Il mercato dei ransomware: franchising e lotta alla concorrenza

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News del 02 Novembre 16 Autore: Fabio Ferraro
Il mondo dei ransomware è sempre più simile ad un vero e proprio mercato, con le proprie regole e un’agguerrita concorrenza. Le possibilità per far soldi con questa tipologia di malware, capace di prendere in ostaggio i dati presenti in un computer e di restituirli al legittimo proprietario solo a fronte di un lauto riscatto, si allarga anche ad utenti che non hanno familiarità con la programmazione. Questo grazie ai Raas (Ransomware – as – a – service), distribuzioni di malware in “franchise”, che permettono anche ad utenti meno esperti di infettare altri pc e grazie ad un server di controllo, ottenere ricavi tramite un ransomware.

Il mercato dei ransomware: franchising e lotta alla concorrenza - immagine 1

I guadagni tramite RaaS vengono ridistribuiti tramite provvigione: maggiori saranno i bitcoin ottenuti tramite il ransowmare, maggiore sarà la percentuale di guadagno che il malfattore otterrà. Un esempio di RaaS è Petya, ransomware in grado di agire sia sui dati presenti nel pc infettato che sull’MBR (che permette il corretto avvio di una macchina).
Ma, come imposto dalle leggi di mercato, un occhio deve essere dato all’innovazione del proprio prodotto e l’altro alla concorrenza.

Il mercato dei ransomware: franchising e lotta alla concorrenza - immagine 2

È seguendo questo dogma che gli sviluppatori di Petya hanno rilasciato le chiavi per il decriptaggio dei file infetti da un ransomware concorrente: Chimera.
Chimera è una tipologia di ransomware, se possibile, ancor più pericolosa di malware concorrenti.
Gli sviluppatori di questo software malevolo non si limitano alla semplice richiesta di riscatto per poter garantire l’accesso ai file criptati dall’utente. Infatti, nel caso in cui quest’ultimo rifiuti tale pagamento, gli hacker minacciano la pubblicazione di tutti i dati presi in ostaggio sul web. Si tratta quindi di un malware molto pericoloso in grado di compromettere seriamente la privacy delle vittime ma che, grazie all’intervento del team sviluppatore di Petya, sembra aver perso tutto il suo potenziale.

Il mercato dei ransomware: franchising e lotta alla concorrenza - immagine 3

Sarà quindi un’agguerrita concorrenza il fattore che farà ridimensionare il fenomeno ransomware? Per quanto questo scenario sia auspicabile, probabilmente la risposta è negativa. Infatti i ransomware sono in continua evoluzione e spesso, gli hacker utilizzano parti di codice di prodotti concorrenti per migliorare il proprio malware (esempio è proprio Petya che, secondo il team di Malwarebytes, contiene sezioni di codice dello stesso Chimera). Per prevenire i danni recati dai ransomware, la strada migliore è quindi dotarsi di un buon antivirus, effettuare copie di backup e diffidare di software, email e qualsiasi contenuto proveniente da fonti non attendibili.
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Categoria: Windows

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