Il futuro del Proximity Marketing

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News del 09 Febbraio 16 Autore:
Vi ricordate quella scena in Minority Report in cui Tom Cruise che cercava di passare inosservato veniva invece riconosciuto e chiamato per nome dai tanti ologrammi pubblicitari che popolavano le strade? Quello è un esempio di Proximity Marketing: ossia la possibilità di veicolare contenuti multimediali sfruttando la posizione GPS degli utenti.

Il proximity marketing è la nuova frontiera del marketing digitale e si integra a pieno con tutte le potenzialità dell’Internet of Things, in un dialogo tra oggetti e persone che diventerà sempre più interessante e proficuo per enti e imprese. In Italia, a parte qualche azienda “early adopter”, non c’è ancora la consapevolezza della portata innovativa delle nuove tecnologie applicate al marketing, a causa probabilmente dei timori che si legano anche all’assenza di regole precise sui limiti e le modalità di utilizzo.

Pur essendo logiche di mercato che si basano sul win win, arricchendo l’esperienza dell’utente nel “qui e ora”, non bisogna sottovalutare tutte le implicazioni della privacy rispetto alla tutela, protezione e conservazione dei dati personali dei destinatari delle campagne pubblicitarie.

Il futuro del Proximity Marketing - immagine 1

Tutte le applicazioni utilizzate per il marketing di prossimità, infatti, sono caratterizzate da sistemi in grado di rilevare la presenza di una persona, in particolare del suo device, all’interno di una specifica area o di captarne la distanza rispetto a un preciso punto di interesse. Quanto più i parametri di rilevazione sono precisi, tanto più è efficace l’interazione.
Una delle tecnologie che maggiormente soddisfa l’immediatezza delle comunicazioni con i propri utenti e/o potenziali fruitori, è quella dei beacons.

I beacons (fari) utilizzano la nuova tecnologia Bluetooth Low Energy (Bluetooth 4.0) e sono di fatto dei localizzatori capaci di trasmettere informazioni e contenuti ai dispositivi mobili che si trovano nelle loro immediate vicinanze.

Rispetto a tutti gli altri sistemi di geolocalizzazione (GPS, WiFi, NFC…) il BLE può essere predisposto su apparati anche molto piccoli, alimentati da una batteria a moneta o da una pila stilo, consuma pochissima energia, il suo segnale ha una frequenza altissima e una portata fino a 50 metri. Per immaginare la duttilità e le innumerevoli potenzialità si pensi al fatto che i beacons possono essere prodotti anche come stickers e quindi essere applicabili direttamente sugli oggetti.

 Il futuro del Proximity Marketing - immagine 2

Tutte le aziende produttrici formalmente catalogano i beacons come semplici location tool, valorizzando molto di più la loro capacità di inviare contenuti piuttosto che la funzionalità di ricevere informazioni da parte degli utilizzatori.

Il problema è che oggi non c’è ancora un quadro normativo che sia ben definito sulla materia, soprattutto in termini di adempimenti e misure tecnico/organizzative da adottare per la tutela dei dati o per esempio circa il periodo di conservazione degli stessi. Alle volte l’utente non ha modo di gestire o limitare i contenuti da ricevere e l’unica alternativa possibile è spegnere il segnale o disinstallare l’applicazione. 

Il legislatore e, soprattutto, l’Autorità Garante dovranno ben presto pronunciarsi sul digital marketing, un settore tanto affascinante e ricco di opportunità, quanto potenzialmente pericoloso per la privacy.
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Categoria: P2P e Web

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