Il computer quantico funziona!

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News del 12 Gennaio 16 Autore: Pinter
E´ stato prodotto il computer più potente al mondo che utilizza principi di meccanica quantistica, con tempi di esecuzione estremamente veloci.

Il computer quantico è una macchina che sfrutta le proprietà della materia su scala subatomica, in cui non solo il calcolo computazionale è incredibilmente più veloce, ma l´architettura del processore è completamente diversa da quelli costruiti con il metodo tradizionale.
E´ insomma un super-computer creato per risolvere operazioni articolate in maniera molto veloce rispetto ad un computer con processore tradizionale. I computer tradizionali elaborano i dati utilizzando un sistema binario, linguaggio macchina composto da due cifre – 1 o 0 – cifre binarie o bit che compongono le informazioni o dati. Il Qubit (quntum bit) è il risultato della computazione quantistica paragonata ai bit dei computer tradizionali, attualmente però sono in grado di contenere informazioni solo per poche frazioni di secondo.

Nel 2013 Google ha acquistato il costoso computer quantistico D-Wave della D-Wave Systems  che è l’unica azienda al mondo a commercializzarne. D-Wave è un cervellone che, secondo la casa madre, sarebbe 35.000 volte più veloce di un computer ordinario ma su cui sono in molti, ancora oggi, ad essere scettici poichè i ricercatori della società non sono mai stati particolarmente chiari nel dimostrare come questi dispositivi riescano ad avere simili prestazioni. Il pc è installato nei laboratori della NASA.

Contestualmente all’acquisto Google e la NASA hanno anche fondato il Quantum Artificial Intelligence Lab dedicato al progetto.

Il computer quantico funziona! - immagine 1

Noi crediamo che l’informatica quantistica potrà aiutare a risolvere alcuni dei più difficili problemi dell’informatica, in particolare quelli che riscontrano nel machine learning spiegava il team nel 2013 L’intelligenza artificiale, infatti, è incentrata proprio sulla costruzione di migliori modelli di calcolo per fare previsioni più accurate. Se vogliamo curare le malattie, abbiamo bisogno di modelli migliori di eleborazione per capire come si sviluppano nel corso del tempo. Se vogliamo creare efficaci politiche ambientali, abbiamo bisogno di modelli predittivi migliori per capire cosa sta accadendo, e cosa accadrà, al nostro clima. E se vogliamo costruire un motore di ricerca più utile, abbiamo bisogno di capire meglio le domande e ciò che è sul web in modo da ottenere le migliori risposte.

Google ha recentemente annunciato di aver ottenuto risultati significativi, da test e sperimentazioni, che mostrerebbero come il computer D-Wave funzioni realmente e riesca a elaborare con velocità mai viste. Hartmut Neven, capo del Quantum AI Lab di Google a Los Angeles, ha spiegato che i suoi ricercatori sono giunti all’importante traguardo dopo aver pianificato e realizzato una serie di test fra il computer D-Wave e un convenzionale computer con processore singolo.

I risultati ottenuti dalla seconda generazione del processore D-Wave 2x, basato su una CPU a 1000 Qubit, dimostra che in determinate attività, tale processore potrebbe diventare fino a 100 milioni di volte più veloce di un computer tradizionale. Non possono essere impiegati in applicazioni tradizionali: i quantici sono molto utili in campi specifici per i quali il sistema binario nelle elaborazione dei dati non è efficace.

Non è ancora chiaro se il computer quantico abbia “funzionato” davvero: la comunità scientifica dovrà pronunciarsi a valle della pubblicazione e dell’esame dettagliato delle modalità, oltre che degli esiti, con cui è stato condotto il test. Sono stati sollevati infatti dubbi sul tipo di algoritmo fornito al “pc tradizionale”, era stato realizzato a partire da quello predisposto per il D-Wave ma pare che, se fosse stato usato un altro tipo di algoritmo, le prestazioni del computer non quantico sarebbero state molto diverse, in meglio.

Se confermato si tratterebbe certamente di un enorme passo avanti ma è ancora uno dei primi passi, non certo quello conclusivo. E lo dicono gli stessi ricercatori quando spiegano che la ricerca da parte del Quantum Artificial Intelligence Lab non si ferma.

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