Il Giappone arriva su Venere dopo aver sbagliato strada

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News del 11 Dicembre 15 Autore: Pinter
Dopo un primo fallimento di qualche anno fa, l´agenzia spaziale giapponese ha confermato che la sonda spaziale Akatsuki (Alba, in giapponese) è entrata nell´orbita di Venere dopo una passeggiata imprevista di 5 anni. La missione abbia inizio.

La sonda è stata lanciata nello spazio 2010, ma un problema ai computer di bordo provocò lo spegnimento dei motori che avrebbero dovuto frenare la sonda in prossimità di Venere dopo 2 minuti dall’accensione, quando sarebbero dovuti rimanere accesi per almeno 9 minuti.

La Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA) ora ha dato conferma del successo della prima parte dell´operazione. Nel 2010 Akatsuki avrebbe dovuto entrare in orbita per studiare nubi, clima e atmosfera del pianeta per almeno due anni, in modo da capire meglio i motivi che hanno portato Venere a diventare così caldo e inospitale.

Si pensò al fallimento totale, in quanto la sonda proseguì il viaggio senza inserirsi in orbita venusiana su una traiettoria che l’ha portata fino a 80 milioni di chilometri dal Sole, più di 20 milioni di chilometri oltre la sua destinazione. Ma gli ingegneri giapponesi non si diedero per vinti e riuscirono a trovare il modo per far tornare la sonda in prossimità di Venere e farla infine inserire in orbita. Cinque anni dopo la data di arrivo prevista.

Il Giappone arriva su Venere dopo aver sbagliato strada - immagine 1

Così, gli ingegneri giapponesi hanno usato i motori secondari che erano stati progettati per piccole correzioni d´assetto. Domenica 6 dicembre c´è stata la seconda occasione e questa volta è andata bene. Il motore principale non si è più ripreso, ma la manovra con quelli secondari è durata 20 minuti e ha permesso ad Akatsuki di raggiungere il suo obiettivo.

Adesso finalmente i funzionari JAXA possono affermare che "il periodo di orbita è di 13 giorni e 14 ore, che l´orbiter sta volando nella stessa direzione di quella di rotazione di Venere ed è in buona salute".

La sonda sta seguendo un´orbita che la porta a 400 chilometri dalla superficie di Venere nel punto di massimo avvicinamento e di 440.000 km in quello più distante. Come intuibile si tratta di un´orbita molto ellittica, ben più di quella che Akatsuki avrebbe dovuto raggiungere cinque anni fa, e che avrebbe dovuto avere un periodo di 30 ore e un apogeo (il punto più lontano da Venere) di 80.000 km circa.

Entro aprile 2016 la sonda dovrebbe avere corretto parzialmente l´orbita ed essere riuscita a posizionarsi su un percorso meno ellittico, con un periodo di circa 9 giorni e un apogeo di circa 310.000 km.

Il Giappone diventa il quarto paese al mondo ad avere inviato una sonda per esplorare Venere, dopo Russia, Stati Uniti ed Europa (ESA).
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Categoria: Digital Imaging

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