Il Consiglio d’Europa si attiva per evitare che il Web distrugga i nostri diritti

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Articolo del 16 Febbraio 15 Autore: Pinter
Categoria: sicurezza
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Nils Miuznieks, Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, ha preso una posizione netta sul tema internet e privacy: la rete e il mondo digitale potrebbero indebolire o persino “distruggere” i nostri diritti fondamentali

Internet e il mondo digitale potrebbero indebolire o anche distruggere i nostri diritti fondamentali. Quanto agli Stati Uniti, se non cambieranno il modo di agire sul web, la ´grande Rete´, così come la conosciamo oggi, rischia di scomparire. E´ l´allarme lanciato dal commissario dei diritti umani del Consiglio d´Europa, Nils Muiznieks, nel rapporto diffuso dal titolo "Lo stato di diritto su internet e nel mondo digitale".

"Il mondo digitale ha, per sua stessa natura, un potenziale enorme per indebolire lo stato di diritto, indebolire o distruggere la privacy, limitare la libertà di comunicare e di associarsi" ammonisce il rapporto. Proprio un capitolo dello studio, lungo in tutto 120 pagine, s´intitola "Dati pericolosi". "Più le persone usano internet e il mondo digitale per comunicare, informarsi, divertirsi o altro - sottolinea Muiznieks - più diventa difficile garantire il loro anonimato e la loro privacy. Più dati lasciamo nel mondo digitale più diventa facile individuarci".

Il Consiglio d’Europa si attiva per evitare che il Web distrugga i nostri diritti - immagine 1
Ed è per questo che una delle raccomandazioni fatte dal Commissario si concentra su quanto deve essere fatto per rafforzare e applicare a pieno la Convenzione sulla protezione dei dati personali elaborata dal Consiglio d´Europa. Un testo internazionale che secondo Muiznieks gli Stati Uniti dovrebbero firmare e ratificare. Proprio riguardo al Paese in cui è nato il web, il Commissario scrive parole molto chiare: Se gli Stati Uniti non cambieranno il loro modo di agire su internet e nel sistema globale di comunicazione, la grande rete, come la conosciamo oggi, rischia di scomparire. Secondo il rapporto, dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scandalo della Nsa, ci sono timori che gli altri Stati possano rispondere alla sorveglianza di massa statunitense frammentando la rete.

"Paesi e regioni insisteranno affinché i loro dati transitino solo su infrastrutture locali" scrive il commissario, che sottolinea come questo creerà barriere nazionali al network globale e "rischia di distruggere l´internet che conosciamo". Secondo Muiznieks "la nascita di un internet a tronconi sarà difficile da arrestare" se l´America non si conforma agli standard internazionali dei diritti umani per quanto attiene alle sue attività su internet e rispetto al sistema di comunicazione globale. Infine, lo studio esorta Washington a dotarsi di regole chiare sul fronte dell´intelligence: "L´assenza di un chiaro quadro legale che governi le azioni dei servizi segreti e delle agenzie per la sicurezza nazionale - conclude il rapporto - è un´ ulteriore minaccia per il rispetto dello stato di diritto sulla rete".



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