IBM Watson, l’intelligenza artificiale che ti può salvare la vita

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News del 11 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
L’intelligenza artificiale può renderci la vita più facile, ma anche salvarcela: lo ha dimostrato Watson, il supercomputer di IBM, risolvendo un mistero clinico e contribuendo a salvare una donna. E’ avvenuto a Tokyo, dove il sistema è stato interrogato dai medici sul caso di Ayaco Yamashita, una donna di 66 anni alla quale nel gennaio 2015 era stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta. I trattamenti standard ai quali era stata sottoposta non avevano tuttavia portato alcun miglioramento allo stato di salute della donna.

IBM Watson, l’intelligenza artificiale che ti può salvare la vita - immagine 1

I medici hanno quindi deciso di consultare Watson, che ha analizzato il caso sulla base dei dati di oltre 20 milioni di cartelle cliniche e studi scientifici contenuti nel suo database: il supercomputer ha quindi suggerito che la donna aveva un tipo di leucemia diverso, più raro, che richiedeva un trattamento non ancora tentato. "Abbiamo somministrato il farmaco - spiega Arinobu Tojo, uno dei medici - e la donna è migliorata, fino a essere dimessa lo scorso settembre. Da allora ha continuato a migliorare".

Fra i numerosi campi applicativi dell’intelligenza artificiale di Watson, la medicina rappresenta uno dei più importanti: in particolare, il programma dedicato all´oncologia, sviluppato con il Memorial Sloan Kettering di New York, è già utilizzato in diversi centri statunitensi per aiutare i medici a formulare diagnosi e decidere trattamenti. E ora Watson si appresta a sbarcare in Italia: un accordo da 150 milioni di dollari siglato lo scorso marzo fra Governo e Ibm, il primo centro di eccellenza europeo della divisione Health del programma dovrebbe sorgere nei prossimi anni a Milano, nell´area dell´Expo.

Watson non è comunque l’unica intelligenza artificiale prestata alla medicina: il mese scorso Google ha annunciato una partnership con un centro ricerche britannico specializzato in malattie degli occhi per l´utilizzo di DeepMind, la propria intelligenza artificiale, che analizzerà un milione di referti medici di visite oculistiche per creare un programma in grado di diagnosticare autonomamente condizioni come la retinopatia diabetica o la degenerazione maculare senile.

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