I social media sono un pericolo per la democrazia?

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News del 23 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Non è una novità: tv e social media vanno sempre più a braccetto. Twittiamo e leggiamo commenti in tempo reale sui talk show, commentiamo su Facebook le canzoni mentre guardiamo il Festival di Sanremo, condividiamo su Whatsapp i giudizi sui concorrenti di X Factor… E fin qui tutto bene. Il problema è quando il flusso di post, hashtag, emoji e like accompagna i dibattiti politici, in particolare prima delle elezioni. In questi casi, infatti, la condivisione e la diffusione di opinioni e commenti non contribuisce alla completezza dell’informazione. Anzi.

E’ quanto rivela uno studio condotto negli Stati Uniti da Annenberg Public Policy Center dell’Università di Pennsylvania allo scopo di comprendere come l’uso dei social network possa influire sulla comprensione dei temi affrontati nei dibattiti politici in tv. In particolare, i ricercatori hanno studiato le risposte che oltre 3600 persone diedero nel 2012 dopo avere seguito il confronto fra gli allora candidati alla Casa Bianca, Mitt Romney e Barack Obama. Ne è emerso che gli spettatori che seguirono simultaneamente il faccia a faccia televisivo e i social media avevano assimilato meno informazioni rispetto a coloro che si limitarono a guardare il dibattito.

I social media sono un pericolo per la democrazia? - immagine 1

Nulla di stupefacente, dopotutto: numerose ricerche hanno dimostrato che il cervello umano non è molto “multitasking”: tendiamo a distrarci se cerchiamo di fare due cose simultaneamente, con la conseguenza che perdiamo diverse informazioni se ci dedichiamo ai social mentre guardiamo un programma tv. Il che non significa che, in assoluto, i social media in sé limitino la capacità delle persone di informarsi. Al contrario, lo stesso studio sottolinea che, nel 2012, gli utenti delle reti sociali erano significativamente più informati rispetto ai “non utenti”. Semplicemente, social media e tv andrebbero seguiti in momenti diversi. Concetto difficile da far capire soprattutto ai giovani: se la media di quanti hanno seguito il faccia a faccia Romney-Obama contemporaneamente ai social è del 20%, nella fascia 18-29 anni questa quota sale a ben il 44%.

Tuttavia, secondo Adam Sharp di Twitter l’indagine di Annenberg è ormai fuori tempo: quattro anni fa, infatti, usare i social media durante un dibattito televisivo rappresentava un’esperienza diversa rispetto a quanto succede oggi. All’epoca, infatti, i network televisivi non collaboravano con Twitter né sfruttavano i social per coinvolgere gli utenti sui temi trattati in trasmissione.
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Categoria: P2P e Web

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