HeartWatch: un´app che ti dice quando stai per rischiare la vita

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News del 02 Maggio 15 Autore: Pinter
HeartWatch: un´app che ti dice quando stai per rischiare la vita
L’aritmia cardiaca può essere «subdola». E’ capace di starsene nascosta e asintomatica per anni per poi manifestarsi all’improvviso. E quando questo accade le conseguenze possono anche essere letali. Tenerla sotto controllo costantemente, anche 24 ore al giorno, potrebbe rivelarsi utile e non particolarmente invasivo, soprattutto se ciò non comporta il passare la propria vita con cavi ed elettrodi collegati al petto. Con l´avvento dei wearable, nello specifico degli watch e smartphone, adesso è diventato possibile e pratico da utilizzare e tenere sotto controllo.

HeartWatch è il progetto vincitore delle finali italiane della Imagine Cup 2015 - una gara di information technology per studenti di tutto il mondo (vi partecipano in circa 400 mila in 190 Paesi) promossa da Microsoft - che rappresenterà il nostro Paese nelle selezioni internazionali.
 
L’applicazione è molto semplice e si basa sull’interazione tra due device: uno smartphone e un dispositivo di rilevamento da indossare al polso come un normale orologio (il progetto è stato inizialmente pensato per il Bend di Microsoft, ma è in grado di dialogare con altri smartwatch o dispositivi bluetooth). Non c’è da fare altro. Sarà l’applicazione installata nel telefono a tenere monitorato il ritmo del battito cardiaco e a segnalare eventuali anomalie impreviste, combinando i dati sulla frequenza con quelli sul movimento e riconoscendo le variazioni fisiologiche (per esempio durante il movimento o l’attività sportiva) da quelle anomale, come nel caso in cui la persona monitorata sia a riposo o completamente ferma.

In caso di irregolarità ci sono tre diversi tipi di allarme: il primo per anomalie leggere, che vengono segnalate con un avviso sul telefono destinato solo al diretto interessato; il secondo per un’anomalia più significativa, che si accompagna ad un allarme sonoro capace di allertare anche le persone che si trovano nei dintorni, che possono così prestare un primo soccorso o chiedere aiuto; il terzo che nei casi gravi subentra quando la persona è sola e non interrompe l’allarme, che prevede l’invio di cinque messaggi di aiuto ad altrettanti contatti precedentemente selezionati: il dispositivo è in grado di geolocalizzare il paziente e questo permette anche a distanza di inviare i soccorsi in un luogo preciso.

Inoltre, al di là delle emergenze, può essere utilizzato come un normale cardiofrequenzimetro per monitorare il battito cardiaco durante sessioni di allenamento o riabilitazione o per rilevazioni di lunga durata, sul modello dell’Holter (che tuttavia non sostituisce), che vengono registrate e conservate e che possono essere d’ausilio alle valutazioni del cardiologo.

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