Harvard Robobees: i droni microrobot che vanno sott´acqua

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News del 07 Ottobre 15 Autore: Pinter
Harvard Robobees: i droni microrobot che vanno sott´acqua




E´ già un po´ di tempo che i ricercatori di Harvard hanno sviluppato dei piccolissimi droni  grandi quanto degli insetti: ricordano molto le api e, come loro, sono di volare e mantenere la posizione in aria. Ora i microrobot Robobees hanno la capacità di nuotare sott´acqua sfruttando le loro ali, con battiti rallentati a 9 Hz rispetto ai 120 Hz raggiungibili in aria.

Attualmente il microrobot è ancora in fase di studio e pesa soltanto 100 milligrammi, ma non possiede una batteria. In base però agli ultimi sviluppi tecnologici (ne abbiamo parlato diffusamente negli ultimi mesi, citando diversi studi e ricerche) nel prossimo futuro inserire una batteria di dimensioni adatte alle loro dimensioni non dovrebbe essere un problema.

Nel video lo vediamo sempre legato ad un filo conduttore che lo alimenta, ma il mini robot di Harvard non ha cambiato aspetto per queste attività acquatiche, grazie al rallentamento del battito è stato possibile raggiungere l´obiettivo,  i ricercatori hanno anche lubrificato le ali per contrastare la tensione di superficie nel passaggio in acqua.

Uno dei problemi da risolvere riguarda il fatto che, attualmente, la superficie dell’insetto robot è talmente ridotta che al contatto con l’acqua fatica ad immergersi. Per facilitare l’operazione le ali sono state ricoperte con un materiale tensioattivo.
Un’altra difficoltà che gli ingegneri sono chiamati ad affrontare è quella che riguarda il momento in cui il robot emerge dall’acqua per tornare a volare: il peso delle gocce rimaste “a bordo” e la necessità di dover cambiare bruscamente la frequenza del battito rappresentano due sfide non semplici per il team di ricercatori al lavoro sul progetto.
Va precisato che, anche sott’acqua, la direzione del robot e i suoi spostamenti possono essere controllati e guidati con precisione da remoto, proprio come avviene con un drone.

Emergendo necessita poi di energia extra, giusto qualche secondo prima di liberarsi del liquido in eccesso ancora residuo nelle ali, esattamente come in natura. La dimostrazione non lascia spazio ai fraintendimenti, la tecnologia è già in grado di realizzare simili UAV di così piccole dimensioni, ma rimane ancora per il momento il limite dell´alimentazione.


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