Hamas su Twitter per cercare sostegno

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News del 16 Marzo 15 Autore: Pinter
Hamas su Twitter per cercare sostegno
Ecco come il social può legittimare anche le organizzazioni terroristiche. Certo, il web è un ambiente libero, dove ognuno dovrebbe essere in grado di esprimersi liberamente. Ma fino a che punto tale libertà può essere allargata anche alle organizzazioni terroristiche, che reprimono la vita e la libertà altrui? Dove inizia e dove finisce la legittimità dell´utilizzo dei social?

Con l´hastag #AskHamas il movimento palestinese voleva che i propri leader rispondessero alle domande degli utenti dei social media. Ma quelle pervenute suonano come una presa in giro.

Doveva essere una campagna a sostengo di Hamas, per migliorare la sua immagine, ma l´iniziativa promossa da ieri su Twitter dal gruppo islamico palestinese si è ben presto trasformata in un´ondata di scherno. Messaggi sarcastici e beffardi hanno infatti sostituito quelli sperati di sostegno e ammirazione. Perché con l´hastag #AskHamas il movimento che dal 2006 governa la Striscia di Gaza voleva far sì che i propri leader rispondessero, in lingua inglese e per cinque giorni, alle domande degli utenti dei social media. Il lancio dell´iniziativa coincideva con la scadenza dell´appello dell´Unione Europea per la rimozione di Hamas dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

Hamas su Twitter per cercare sostegno - immagine 1
"La campagna #AskHamas avrà inizio venerdì e proseguirà per cinque giorni", recitava un comunicato in lingua araba postato sulla pagina Facebook ufficiale di Taher al-Nunu, responsabile di Hamas per i media. L´obiettivo è quello di ´´mandare un messaggio al pubblico dell´Europa, che ha mostrato solidarietà alla causa palestinese, affermando che Hamas non è un movimento terroristico, ma un movimento di liberazione nazionale´´.

Nunu ha poi postato un link all´account di Twitter @HamasInfoEn che mostrava le fotografie dei funzionari del movimento palestinese incaricati di rispondere alle domande degli utenti. Tra questi anche il leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniya.

Ma i primi cinguetti apparsi sotto l´hashtag #AskHamas hanno da subito mostrato un carattere distaccato e beffardo. "Se un albero cade nella foresta, e non c´è nessuno a sentirlo cadere, è colpa di Israele?", ha chiesto un utente. A fargli eco è un secondo utente che chiede: "Preferisci combattere un´anatra dalle dimensioni di un cavallo o 100 cavalli grandi come un´anatra?".
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Categoria: P2P e Web

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