Hai rotto lo schermo? Tranquillo, si autoriparerà!

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News del 04 Ottobre 15 Autore: Pinter
Hai rotto lo schermo? Tranquillo, si autoriparerà!
Un gruppo di ricercatori del Regno Unito ha sviluppato un materiale auto-riparante e afferma che entro cinque anni sarà pronto per essere integrato dappertutto, dallo schermo dello smartphone allo smalto per unghie.

Sviluppata originariamente per le ali degli aeromobili, la tecnologia è potenzialmente utilizzabile in un gran numero di settori, offrendo la possibilità di riparare piccole crepe, alla stregua di una sorta di collagene in grado di rigenerare le ferite superficiali della pelle.

Creata sfruttando un miscuglio di diverse sostanze chimiche a base di carbonio, il nuovo agente cicatrizzante genera uno strato di milioni di microscopiche sfere. Quando una crepa rompe l’incavo delle minuscole sfere, viene al loro interno rilasciato un liquido riempiendo lo spazio che si è formato. Una reazione chimica causa quella che in gergo è definita polimerizzazione, legando gli angoli della rottura e formando un duro filler quasi del tutto invisibile.

La tecnologia è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’ University of Bristol guidato dal chimico Duncan Wass, ed è stata presentata al Royal Society meeting di Londra lo scorso mese. “Ci siamo ispirati al corpo umano” ha detto Chris Green a The Independent, “Non siamo evoluti al punto da resistere a qualsiasi danno, perché altrimenti dovremmo avere la pelle di un rinoceronte, ma se subiamo dei danni, sanguiniamo, si formano delle croste e guariamo”. “Lo stesso principio è stato pensato per creare il materiale sintetico: realizziamo qualcosa che si possa riparare da solo”. Il team afferma di essere riuscito in alcuni casi a riparare il 100% dei componenti sottoposti a resistenza meccanica. Stando a quanto riporta Forbes, ricercatori dell’Oreal sono già in trattativa con il team per sviluppare uno smalto per le unghie autoriparante ma i possibili campi di applicazione sono molto vasti: dalla vernice autoriparante per le bici, ai telai per le biciclette, alle turbine eoliche che non si rompono, ai parabrezza per le auto che si riparano da soli dopo essere stati colpiti in velocità da un sassolino. Si tratterebbe solo di aggiungere la sostanza a elementi esistenti. In futuro, chissà, piccoli graffi e altri danni sugli smartphone, potrebbero essere un ricordo del passato.

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