Google potrebbe integrare un ad-blocker nel browser Chrome

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News del 21 Aprile 17 Autore: Stefano Fossati
Il più grande network mondiale di pubblicità online, Google, starebbe per introdurre una funzionalità di ad-blocking integrata nel suo browser Chrome. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale la nuova caratteristica potrebbe debuttare nelle prossime versioni di Chrome per desktop e mobile, con lo scopo di “filtrare” le pubblicità più invasive.

Google risponderebbe così a un’esigenza sempre più sentita dai navigatori, come dimostra la popolarità degli ad-blocker di terze parti disponibili come estensioni dei vari browser: il più noto, AdBlock, conta circa 40 milioni di utenti. Il colosso di Mountain View non commenta l’indiscrezione, ma in una nota sottolinea di essere al lavoro a stretto contatto con la Coalition for Better Ads e le aziende del settore “per esplorare i vari modi in cui Google e gli altri membri della Coalition possano supportare i ‘Better Ads Standards’”.

Google potrebbe integrare un ad-blocker nel browser Chrome - immagine 1

Parole che sembrano suonare come una conferma indiretta del report del Wall Street Journal. Del resto Chrome è già da tempo dotato di funzioni di ad-blocking, dal momento che di default blocca i banner pop-up durante la navigazione.

Il ruolo di Google nel mercato globale dell’advertising online potrebbe tuttavia porre l’iniziativa sotto i riflettori delle autorità sulla concorrenza, in particolare da parte dell’Unione europea, che da tempo ha messo sotto inchiesta Big G per la posizione dominante che ricopre in svariati settori, dalla pubblicità ai sistemi operativi mobili (con Android). Se infatti una funzione per ridurre l’impatto dei banner sulla navigazione sarebbe bene accolta dagli utenti, Google potrebbe tuttavia essere accusata di parzialità nel decidere quali messaggi pubblicitari possano essere visualizzati e quali invece “oscurati”, con un evidente conflitto di interessi rispetto al suo business nell’ambito dei servizi di advertising.

La Coalition for Better Ads, che il gruppo menziona nel suo comunicato, ha condotto una ricerca per capire quali siano i formati pubblicitari verso i quali gli utenti mostrano la maggiore insofferenza: in testa figurano i pop-up, i video che partono automaticamente al caricamento delle pagine web e i cosiddetti prestitial, messaggi pubblicitari che appaiono quando si tenta di accedere a una pagina ritardando di qualche secondo la visualizzazione dei contenuti della stessa.
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Categoria: P2P e Web

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