Google lancia Allo, la chat con l´intelligenza artificiale (ma poca privacy)

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News del 22 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
Google ha lanciato ufficialmente Allo, la sua nuova app di chat (per Android e iOS) basata sull’intelligenza artificiale, già annunciata lo scorso maggio alla conferenza I/O per gli sviluppatori. Con una non secondaria novità: il livello di privacy garantito da Allo è inferiore a quanto era stato prospettato all’epoca dell’annuncio. Google aveva infatti originariamente assicurato che le conversazioni effettuate con questa applicazione sarebbero state solo temporaneamente memorizzate sui suoi server, limitando così – almeno nel tempo – la possibilità per le autorità di richiedere l’accesso a tali dati.

Ora che è arrivata la versione definitiva di Allo, tuttavia, Google ha deciso di conservare i dati senza dare all’utente alcuna possibilità di evitarlo. Il cambio di policy è stato rivelato dal sito The Verge e successivamente confermato dallo stesso gruppo di Mountain View.

Google lancia Allo, la chat con l´intelligenza artificiale (ma poca privacy) - immagine 1

A maggio Google aveva sottolineato che i contenuti delle chat sarebbero stati conservati “in via transitoria” sui suoi server allo scopo di consentire il funzionamento della sua caratteristica principale, l’inclusione in Allo di Google Assistant, l’applicazione di intelligenza artificiale in grado di fornire suggerimenti rilevanti sulla base della conversazione fra gli utenti. Ad esempio, se due persone discutono di cucina italiana, Assistant può fornire direttamente all’interno della chat suggerimenti sui ristoranti italiani nella zona o sulla preparazione dei piatti. Big G assicura comunque che l’utente può scegliere di cancellare l´intera cronologia delle sue conversazioni o anche solo i singoli messaggi.

L’approccio di Allo è quindi diverso da quello di WhatsApp, nella quale i messaggi restano sui server solo fino al momento in cui vengono recapitati al destinatario, ma anche da quello di Telegram o iMessage di Apple, che promettono di non registrare i contenuti delle conversazioni. Al contrario, Google ha scelto di offrire all’utente una sorta di patto, sul modello ad esempio di Gmail: io ti offro un servizio di qualità (in questo caso una chat con assistente digitale integrato), tu in cambio mi garantisci l’accesso ai tuoi dati, preziosissimo per la generazione dei “big data” su cui il colosso di Mountain View basa buona parte dei suoi cospicui profitti. Vedremo se gli utenti continueranno a preferire l´approccio più "riservato" di WhatsApp o sceglieranno quello più "tecnologico" di Allo.

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