Google accusata ancora di abuso di posizione dominante, questa volta in Russia

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News del 17 Settembre 15 Autore: Pinter
Google accusata ancora di abuso di posizione dominante, questa volta in Russia
Questa volta è il turno della Russia: il Federal Antimonopoly Service (Fas) accusa anche lui Google di abuso di posizione dominante. Accuse simili a quelle che la grande “G” deve affrontare anche in Europa e India.

Sembra che le accuse vengano prese alla leggera dagli utenti un po´ di tutto il mondo, ma il fatto è grave. Per ora a lamentarsi sono i big diretti concorrenti di Google, ma la cosa potrebbe trasformarsi in un effetto a catena, trascinando dietro le realtà più piccole, facendo scomparire in poco tempo quelle aziende che non hanno i mezzi per contrastare la spinta che Google esercita sugli utenti di tutto il mondo.

Insomma, big G continua spesso e volentieri ad essere al centro delle attenzioni delle autorità antitrust di diversi territori a causa di strategie che in molte occasioni vengono considerate lesive per la concorrenza.

Tornando alla Russia, l’autorità di regolamentazione antimonopolistica ha stabilito che Google ha violato locali leggi antitrust con i servizi preinstallati nei dispositivi. Le indagini sulle pratiche dell’azienda californiana sono partite lo scorso febbraio e si sono concentrate sul metodo sfruttato da Google per la distribuzione delle sue app nel suo sistema operativo Android. Google è considerata colpevole di “abuso di posizione dominante” ma non di “pratiche concorrenziali scorrette”. Nei prossimi giorni saranno resi noti altri dettagli e specifiche indicazioni.

In particolare le accuse si riferiscono ad un contratto, siglato con i produttori di smartphone in Russia, che obbligherebbe questi ultimi ad installare il suo Play Store e altre applicazioni nonchè il motore di ricerca sui dispositivi Android prodotti e venduti nel paese.

Questo, inevitabilmente, ha avuto un effetto negativo sulla concorrenza, impedendo ad altre aziende di  installare i propri servizi sui dispositivi realizzati dai vari produttori.

Le indagini contro Google sono partite dopo le lamentele di Yandex, il gruppo Internet più grande della nazione. Felici ovviamente i portavoce del gruppo russo i quali hanno dichiarato al WJS di accogliere positivamente la decisione ritenendo che questa “Aiuterà a riportare competizione sul mercato”. 

Nel caso in cui Google non riuscisse a dimostrare la correttezza delle proprie azioni, rischia anche una sanzione pari al 15% dei guadagni generati nel paese.
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Categoria: Sicurezza

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