Google, una lente elettronica nell’occhio per dire addio agli occhiali (e alla fotocamera)

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News del 29 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Qualcuno l’ha già definito “occhio bionico”. E in effetti la nuova tecnologia brevettata da Google – uno degli innumerevoli progetti di cui la società si occupa, nei più disparati settori – promette di risolvere definitivamente i problemi di vista grazie alla tecnologia, mandando in pensione lenti a contatto e occhiali. A meno che non si tratti dei Google Glass per la realtà aumentata, ovviamente.

Il nuovo brevetto di Mountain View, approvato dal Patent and Trademark Office degli Stati Uniti la scorsa settimana, prevede la rimozione, attraverso un intervento chirurgico, della lente del cristallino (che nell’occhio umano ha la funzione di mettere a fuoco le immagini) e la sua sostituzione con un dispositivo intraoculare che integra una lente elettronica, impiantato iniettando un fluido all’interno del cristallino. A quel punto, non solo non avremmo più bisogno degli occhiali, ma neanche di microscopi o telescopi e nemmeno di una fotocamera. La lente computerizzata, infatti, si regolerebbe automaticamente consentendo anche di vedere oggetti a grande distanza o di dimensioni microscopiche, impossibili da visualizzare “a occhio nudo” (almeno con un occhio naturale), e persino di catturare foto e video.

Google, una lente elettronica nell’occhio per dire addio agli occhiali (e alla fotocamera) - immagine 1

La “cyberlente” sarebbe infatti in grado di connettersi a un dispositivo wireless nelle immediate vicinanze, sia per poterne regolare le impostazioni sia per memorizzare, eventualmente, le immagini visualizzate. Secondo Google, questo brevetto consentirebbe di curare la presbiopia, che con l’avanzare dell’età diminuisce la capacità di messa a fuoco dell’occhio umano, ma anche altri difetti comuni della vista quali miopia, ipermetropia e astigmatismo.

La stessa Big G non nasconde tuttavia i rischi per la privacy, dal momento che il dispositivo potrebbe essere intercettato da hacker o autorità per tracciare i movimenti e le azioni della persona in cui è impiantato; come possibile soluzione, la società suggerisce che il segnale inviato dalle lenti potrebbe essere spogliato di ogni informazione personale, così da rendere impossibile l’identificazione della persona “emittente”.

Detto così, suona tutto estremamente interessante. E’ probabile, però, che passerà ancora del tempo prima che gli ottici siano costretti a cercarsi un nuovo lavoro: Google, come molte altre società tecnologiche, brevetta ogni anno numerose nuove tecnologie, ma non tutte si evolvono necessariamente in prodotti commerciali. Fra il brevetto e la messa in produzione si frappongono infatti diverse problematiche – dalla prototipazione alla messa a punto, dall’industrializzazione alla sostenibilità dei costi – che talvolta si rivelano insormontabili, altre volte richiedono molto tempo per poter essere superate. Al momento, quindi, è impossibile prevedere se e quando la “lente bionica” di Big G potrà risolvere i problemi di vista di milioni di persone.

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