Google, un “plusante rosso” per spegnere l’intelligenza artificiale

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News del 06 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Che cosa potrebbe accadere se le intelligenze artificiali come quelle di Google, Apple o Microsoft – quelle, per intenderci, che “animano” gli assistenti digitali Google Now, Siri e Cortana – nel loro continuo sviluppo diventassero così intelligenti da andare al di là del riconoscimento dei bisogni dell’utente, fino al punto da agire autonomamente e prendere il controllo del mondo? Uno scenario da film di fantascienza degli anni Sessanta, che però potrebbe tornare d’attualità proprio alla luce dei progressi che i colossi dell’hi-tech stanno ottenendo nello sviluppo di queste tecnologie.

Per questo, il team DeepMind di Google e l´Università di Oxford stanno studiando un "pulsante rosso" per spegnere un´intelligenza artificiale in caso di emergenza, ovvero se questa diventasse pericolosa per il genere umano. Lo studio è stato pubblicato sul sito del Machine Intelligence Research Institute dell´università californiana di Berkeley, proprio in un momento che vede le aziende della Silicon Valley impegnate, con notevoli investimenti, nello sviluppo dell´intelligenza artificiale. Proprio nei mesi scorsi, il software messo a punto da DeepMind è balzato agli onori delle cronache per aver battuto l´uomo al gioco Go.

Google, un “plusante rosso” per spegnere l’intelligenza artificiale - immagine 1

Secondo i ricercatori, il "pulsante rosso" sarebbe in grado di "arrestare" le azioni di un’intelligenza artificiale, ma anche di impedire che un sistema troppo sviluppato possa capire l’esistenza di questo sistema di emergenza e aggirarlo di conseguenza. Tuttavia, spiegano ancora gli scienziati sul sito di Business Insider, è difficile prevedere "se tutti i tipi di algoritmo possano essere ‘interrotti’ facilmente e in modo sicuro". In ogni caso, il fatto stesso che i ricercatori lavorino a questo studio – che sarà presentato alla Conference on Uncertainty in Artificial Intelligence (UAI) in programma a New York a fine giugno - significa che non escludono la possibilità che un agente AI possa evolversi in modo pericoloso o controproducente per l´essere umano. Occhio, dunque: se Google Now o Siri, rispondendo alle vostre domande, inizieranno a dimostrarsi troppo “saputelli”, forse sarà il caso di iniziare a preoccuparsi…

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