Google, la realtà virtuale non è solo di cartone

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News del 08 Febbraio 16 Autore: Stefano Fossati
La realtà virtuale di Google non sarà più (solo) di cartone. Il colosso di Mountain View è fra i pionieri nel mercato dei dispositivi per la realtà virtuale grazie al geniale progetto Cardboard lanciato nel 2014, che consiste in un economicissimo visore in cartone (acquistabile per pochi euro o realizzabile in casa con materiali dal costo irrisorio) in cui inserire uno smartphone per visualizzare immagini in VR su YouTube o altre app dedicate. Ma non è un mistero – la stessa società lo ha fatto sapere nelle scorse settimane – che in Alphabet/Google sia al lavoro un team dedicato a questo settore emergente (e promettente, in termini di business) che fa gola pressoché a tutti i principali player del mercato hi-tech, da Facebook a Samsung, da Apple a Sony.

E infatti Google avrebbe ora in programma il lancio, alla fine di quest’anno, di un nuovo visore realizzato in materiali più pregiati (e robusti) del cartoncino dei Cardboard: secondo quanto riporta il Financial Times, il nuovo visore di Mountain View avrà la scocca in plastica rigida e integrerà lenti di qualità e una serie di sensori per migliorare notevolmente l’esperienza dell’utente. Come il Cardboard (e a differenza dell’Oculus Rift di Oculus VR/Facebook), il visore non disporrà di un vero e proprio hardware ma sarà progettato per inserirvi all’interno uno smartphone (presumibilmente diversi modelli Android di vari produttori, anche se recentemente Google ha abilitato l’uso di Cardboard anche con un iPhone), esattamente come i concorrenti Gear VR sviluppati da Samsung in collaborazione con Oculus VR, già in vendita dallo scorso anno ma compatibili solo con i dispositivi di fascia alta della casa coreana (la serie Galaxy S6 e il Galaxy Note 5).

Google, la realtà virtuale non è solo di cartone - immagine 1

La strategia di Google nell’ambito della realtà virtuale per i dispositivi mobili non passa solo dal nuovo visore: il gruppo intende integrare le funzionalità software direttamente nel sistema operativo Android, aumentando la risoluzione ed eliminando quelle micro-latenze che, nell’esperienza con i Cardboard, fanno risultare le immagini in ritardo, sia pure in maniera quasi impercettibile, rispetto ai movimenti della testa dell’utente, causando in alcuni casi spiacevoli sensazioni di nausea.

Google non ha commentato l’indiscrezione pubblicata dal quotidiano statunitense, tuttavia il CEO Sundar Pichai la scorsa settimana ha detto che Cardboard (che, con gli oltre cinque milioni di unità vendute finora è andato ben al di là delle previsioni della stessa società) rappresenta “solo il primo passo” nell’impegno del gruppo sulla VR, aggiungendo che “vedrete molto di più da noi e dai nostri partner nel 2016”.

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