Gogoro lo scooter hi-tech “erede” dell’Xbox

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News del 03 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
I milanesi vogliono un nuovo scooter. Anzi, vogliono un Gogoro. Che, in effetti, ha l’aspetto di uno scooter, ma al di sotto delle carene racchiude più tecnologia di uno smartphone di ultima generazione. Così almeno lo presenta Horace Luke, uno dei padri dell’Xbox e successivamente Chief Innovation Officer di HTC all’epoca del boom dell’azienda coreana. Oggi Luke è a capo di Gogoro, azienda da lui fondata nel 2011 insieme con Matt Taylor a Taiwan, ed è convinto che la prossima sfida tecnologica non sarà basata su connettività, dati e accesso alle informazioni, bensì sull’energia. Ovviamente pulita.

Gogoro lo scooter hi-tech “erede” dell’Xbox - immagine 1

Il primo prodotto è appunto lo scooter elettrico che porta lo stesso nome dell’azienda, dotato di due batterie agli ioni di litio realizzate da Panasonic, una delle imprese che hanno finanziato il progetto. Ma Gogoro non è uno dei tanti scooterini mossi da un motore elettrico: Gogoro è un sistema, basato anche su una serie di stazioni di ricarica nelle quali cambiare la batteria  su un’infrastruttura intelligente che ricorre ai big data per ottenere una maggiore efficienza nell’utilizzo dell’energia. Così, nei piani dell’azienda, lo scooter è solo l’inizio: “In futuro ci saranno molti nuovi prodotti di tipologie diverse che potranno connettersi a questa rete energetica”, spiega Luke.

Il progetto pilota di questo sistema energetico intelligente è stato avviato l’anno scorso a Taipei, capitale del Paese (Taiwan, appunto) che conta il maggior numero di motocicli per abitante al mondo. Qui, grazie ai 5mila scooter venduti finora, che in meno di un anno hanno percorso complessivamente più di cinque milioni di chilometri, secondo la società sono stati risparmiati 225mila litri di benzina e si è evitata l’emissione di 435 tonnellate di CO2. In città sono presenti attualmente 162 stazioni di ricarica GoStation (ma le nuove installazioni proseguono a ritmi serrati) dove le abitudini degli utenti vengono analizzate allo scopo di poter organizzare in maniera efficiente la distribuzione energetica all’interno del “sistema” Gogoro. Inoltre esistono piccoli punti di ricarica, denominati GoCharger, disponibili gratuitamente in spazi pubblici come negozi, bar e ristoranti.

Gogoro lo scooter hi-tech “erede” dell’Xbox - immagine 2

“Più che un modello di business, stiamo creando uno stile di vita”, dice con orgoglio il numero uno di Gogoro. Che aggiunge: “Oggi con una batteria si possono percorrere 100 chilometri, ma fra dieci anni se ne faranno 200. In futuro, anziché cambiare la batteria (dello scooter) una volta alla settimana, basterà farlo una volta al mese”. Oggi come domani, il fattore chiave resta sapere “come acquistare energia nel momento più appropriato e come distribuirla nel posto giusto al momento giusto”.

Ora gli scooterini elettrici e tutto il sistema che li accompagna è pronto a sbarcare in Europa, per la precisione ad Amsterdam: una scelta che non stupisce, dal momento che la capitale olandese, sin dagli anni ’70, ha puntato sulle due ruote “pulite” (che all’epoca non potevano essere altro che le biciclette) per liberarsi dalla morsa del traffico e dell’inquinamento. “In futuro – spiega ancora Luke – il livello di ricchezza e maturità di una città si vedrà non dal fatto che i meno abbienti possano permettersi di comprare un’automobile, ma dal fatto che i ricchi utilizzino il trasporto pubblico”.

Gogoro lo scooter hi-tech “erede” dell’Xbox - immagine 3

Per quanto riguarda lo scooter elettrico in sé, magari lo stile non impressiona più di tanto (è moderno, sì, ma le linee rievocano in versione aggiornata quelle del vecchio Sfera di Piaggio), ma decisamente divertenti (e utili) sono le funzionalità smart di cui è dotato, che possono essere configurate e gestite dallo smartphone tramite connessione Bluetooth. Accensione ed effetti sonori delle frecce compresi. Velocità massima 100 km/h, accelerazione da zero a 50 km/h in 4,2 secondi, più o meno come un 125 a benzina. Lo vedremo anche in Italia? Chissà. Intanto sui social è già partita una petizione per convincere l’azienda a scegliere Milano come prossima tappa dell’espansione europea del progetto. E il fatto che lo sbarco ad Amsterdam sia stato presentato proprio nel capoluogo lombardo, lo scorso novembre, lascia ben sperare…

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