Gli smartphone superano i “telefonini”, ma fra due anni ci saranno più oggetti IoT che cellulari

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News del 09 Giugno 16 Autore: Stefano Fossati
Il 2016 sarà l’anno del sorpasso degli smartphone sui vecchi telefoni cellulari tradizionali, ma nel giro di un paio di anni l’Internet of Things (IoT) supererà i telefoni cellulari per diventare entro il 2018 la più grande categoria di dispositivi connessi. E’ la previsione contenuta nella nuova edizione del Mobility Report di Ericsson, lo studio più importante al mondo riguardante sullo stato delle comunicazioni mobili. In particolare, ci si attende una crescita del 23% all’anno del numero di dispositivi IoT connessi tra il 2015 e il 2021; e a crescere più di tutti saranno gli oggetti connessi tramite SIM dati. Fra cinque anni, su un totale di 28 miliardi di dispositivi connessi, quasi 16 miliardi saranno dispositivi IoT.

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E a dettare la tendenza non saranno gli Stati Uniti o il Giappone, bensì l’Europa occidentale, che vedrà crescere del 400% il mercato dei dispositivi IoT entro il 2021, grazie anche ad alcune evoluzioni normative come l’adozione di contatori elettrici intelligenti e la sempre maggior richiesta di veicoli connessi, che sulla base della direttiva “ecall” dell’Unione europea che sarà implementata nel 2018.

“L’IoT sta accelerando dal momento che i costi dei dispositivi si abbassano ed emergono nuove applicazioni. A partire dal 2020, l’implementazione commerciale delle reti 5G fornirà ulteriori funzionalità necessarie per l’IoT, come lo slicing di rete e la capacità di connettere esponenzialmente più dispositivi rispetto a oggi”, spiega Rima Qureshi, Senior Vice President & Chief Strategy Officer di Ericsson.

Sempre in base ai dati del report, se gli abbonati alla telefonia mobile sono 5 miliardi nel mondo. nel terzo trimestre di quest’anno le SIM associate a smartphone supereranno quelle legate a telefoni cellulari “basici” e, anche se la crescita del mercato degli smartphone non è più ai livelli del recente passato, entro il 2021 le SIM su smartphone raddoppieranno, passando da 3,4 a 6,3 miliardi.

Grazie al cambiamento radicale nelle abitudini di fruizione dei contenuti video dei giovani, il consumo di traffico dati per guardare video su smartphone è cresciuto del 127 percento in soli 15 mesi, fra il 2014 e il 2015. Fra il 2011 e il 2015, il tempo speso dai giovani guardando la tv, o comunque contenuti video su uno schermo televisivo, è calato del 50%, mentre il tempo speso guardando tv e video su uno smartphone è aumentato dell’85%. Questo, unitamente al fatto che i giovani siano i maggiori consumatori di streaming video su smartphone, li rende il segmento più importante per gli operatori di telecomunicazioni.

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Intanto continua a crescere la velocità delle connessioni mobili: nel 2016 le reti commerciali LTE hanno raggiunto la capacità di supportare picchi di velocità dati in downlink fino a 1 Gbps: per la seconda metà dell’anno è previsto l’arrivo dei dispositivi in grado di supportare questa velocità, inizialmente in mercati come Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud e Cina, in seguito nelle altre regioni, offrendo velocità in download fino a due terzi più rapide rispetto tecnologie attuali.

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