Gli smartphone diffondono i virus (biologici) nei luoghi di lavoro

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News del 07 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Gli smartphone aumentano il rischio di infezioni sul posto di lavoro. E stavolta non parliamo di virus informatici, ma di infezioni nocive per la salute umana. Lo dimostra uno studio condotto da Sanondaf, società britannica specializzata in disinfestazioni e decontaminazioni, e pubblicato dalla pubblicazione specializzata Clinical Microbiology and Infection, secondo il quale più di un terzo dei dispositivi mobili in circolazione presenta un “rischio elevato” di diffusione di batteri.

La ricerca, condotta in un ospedale francese sui telefoni cellulari e cordless utilizzati da 114 medici e paramedici della struttura sanitaria, ha appurato che questi apparecchi rappresentano un importante veicolo di virus (biologici), rilevati nel 38,5% dei dispositivi analizzati. In particolare, i batteri isolati dai ricercatori sono causa di disturbi intestinali e infezioni polmonari. Lo studio ha anche rilevato che un quinto dei dipendenti dell’ospedale non si lava le mani dopo avere utilizzato il telefono.

Gli smartphone diffondono i virus (biologici) nei luoghi di lavoro - immagine 1

Nello specifico, l’infezione più diffusa è quella causata da un “rotavirus”, una particolare categoria di virus responsabile di vomito e diarrea, trovato su 39 dei 109 smartphone usati dallo staff dell’ospedale dell’Università Saint-Etienne, a Saint-Priest-en-Jarez. Su tre dispositivi è stato trovato un virus respiratorio sinciziale, su uno un metapneumovirus: entrambi sono associati a infezioni polmonari, che possono avere conseguenze gravi in pazienti ad alto rischio.

Il 64% del personale ospedaliero ha ammesso di avere usato i dispositivi mobili durante le visite e l’assistenza ai pazienti, e il 20% non ha mai seguito alcuna procedura per l’igiene delle mani, né prima né dopo avere utilizzato il telefono. I ricercatori hanno anche scoperto che i telefoni cordless vengono puliti e disinfettati con minore frequenza nel reparto pediatria che nelle corsie per il ricovero degli adulti.

Gli autori della ricerca sottolineano che, sebbene i dati siano stati rilevati in un ospedale, i risultati che ne derivano sono applicabili a molte aziende: una maggiore attenzione da parte di queste ultime metterebbe i dipendenti al riparo da numerose infezioni, con i benefici che ne deriverebbero anche sul piano della riduzione delle ore di lavoro perse a causa di malattie.

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